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giovedì, Ottobre 1, 2020
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Fotovoltaico: l’incertezza degli incentivi provoca l’annullamento delle commesse

Maurizio Ranon direttore Appia

Non si sono fatti attendere i pesanti effetti del provvedimento sulle fonti energetiche rinnovabili approvato dal Consiglio dei Ministri il 3 marzo scorso. “ Numerosi colleghi, fa notare il presidente degli impiantisti APPIA, Roberto Guerra segnalano l’annullamento di ordini per l’installazione di impianti fotovoltaici e questo dipende dal fatto che lo schema del decreto, approvato i primi di marzo, crea un clima di precarietà nell’intero comparto delle energie rinnovabili che rischia di paralizzare tutti gli interventi in questa direzione.  Infatti, il provvedimento non solo interviene – bloccandole – su agevolazioni introdotte appena un paio di mesi fa e di per sé peggiorative rispetto alle precedenti, ma lascia i potenziali clienti e le imprese fornitrici nella più assoluta incertezza, nel porre un limite temporale al 30 aprile alle incentivazioni sul fotovoltaico”. Di fatto, quindi, le aziende si troveranno ora ad affrontare due mesi di blocco totale dei lavori, con il rischio che, qualora la formulazione degli incentivi dovesse deludere il mercato, si assisterà ad una drastica contrazione del comparto.  “Con due effetti immediati – fa notare il direttore dell’APPIA Maurizio Ranon  – innanzitutto una diminuzione dell’occupazione e l’impossibilità, per il nostro Paese, di raggiungere quel 17% di produzione di energia da fonti rinnovabili prevista in sede europea. Sappiamo che l’attuale formulazione degli incentivi distorce il mercato e siamo consapevoli della necessità di intervenire, ma non si può farlo a scapito di ordini già in essere. La legge dovrebbe sancire dei diritti certi, non modificabili dall’oggi al domani, in questo caso specifico tutelando gli investimenti già in essere. Per questo è assolutamente necessario che venga confermato per i 14 mesi previsti l’attuale meccanismo incentivante e che per il futuro si affini la politica energetica ad esempio frenando le installazioni in zona agricola (come previsto dalla legge finanziaria della Regione Veneto) a favore di quelle sui tetti  in particolare se si è in presenza di coperture in amianto, cosa non infrequente nel caso di capannoni industriali e commerciali”.

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