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mercoledì, Novembre 30, 2022
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La gestione dell’acqua fa acqua, Bim Gsp 51 milioni di esposizione con le banche. Il presidente Roccon si auto assolve e scarica la responsabilità sui sindaci. Inquietante analogia con i fatti di Polesine acque spa di Rovigo

Sui quotidiani di oggi,il presidente del Bim Gestione Servizi Pubblici spa, la società pubblica (dei 67 Comuni bellunesi esclusi Arsié e Lamon) che dal 2004 gestisce il servizio idrico integrato (acquedotto – fognatura e depurazione) e la distribuzione del gas metano (allacciamenti) ha raccontato la sua verità. Franco Roccon ha sostenuto, innanzitutto, che i 51 milioni di esposizione con le banche non sono un buco, perché i prestiti sono stati concessi a fronte di investimenti realizzati dall’azienda. Il debito è stato causato dall’errata sovrastima dei consumi d’acqua, 22 milioni di metri cubi anziché i 15 realmente prelevati dalle utenze dei 67 comuni convenzionati. Di conseguenza, le entrate previste sono state assai inferiori di quelle preventivate. Bim Gsp lo rileva già nel 2004 e chiede la revisione delle tariffe all’Ato  Ambito Territoriale Ottimale “Alto Veneto”, la cui assemblea è costituita dagli stessi 66 sindaci della società partecipata Bim Gsp. Ma i sindaci, probabilmente attenti a non adottare provvedimenti impopolari che potrebbero far loro perdere il consenso dei cittadini, dicono no. Così le tariffe non si toccano e il deficit aumenta. Bim Gsp deve però rispettare il piano di interventi ed è costretto ad accendere mutui con le banche per finanziare i lavori. Qui ci fermiamo, perché c’è una inquietante analogia con fatti che stanno accadendo in provincia di Rovigo segnalatici da un nostro attento lettore (notizia Ansa di ieri). Polesine acque spa, la società omologa di Bim Gsp, ha un dissesto economico di 8 milioni per i quali sono indagate 200 persone tra sindaci e amministratori. Ebbene, secondo  il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, i sindaci attraverso delibere che negavano l’aumento delle tariffe, sarebbero andati contro l’interesse della società pubblica, determinando una parte del danno erariale contestato. http://www.lavoce-nuova.it/Article_NOFOTO/1326733.html Per ritornare alla questione di casa nostra, c’è da dire che Bim Gsp e Ato, ossia controllore e controllato, sono costituite sempre dalle stesse persone (i sindaci dei 67 comuni della Provincia). E il teorema difensivo del presidente Roccon, tutti responsabili nessun responsabile, in una società che come dicevamo vende un bene indispensabile in regime di monopolio, non regge. Attendiamo le dimissioni.

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