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venerdì, Dicembre 4, 2020
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Pronti i disegni di legge per abolire gli Ato. La competenza dei rifiuti sarà delle province, per l’acqua un’unica autorità coordinerà gli 8 consigli di bacino

Si chiude la stalla quando i buoi sono fuggiti. Almeno per quanto riguarda la gestione dell’acqua in provincia di Belluno e le passività accumulate da Bim-Gsp Ato. Rispettando quanto imposto a livello nazionale con il termine del 31 marzo, la Regione del Veneto si avvia ad abolire gli Aato, enti di gestione degli Ambiti territoriali ottimali per la gestione dell’acqua e per i dei rifiuti,  ma lo farà salvaguardando il lavoro di coinvolgimento e di responsabilizzazione degli enti locali faticosamente costruito in questi anni. Lo ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte (nella foto) presentando i due  disegni di legge per rivedere l’organizzazione del servizio idrico integrato e del servizio gestione integrata dei rifiuti  approvati oggi dalla Giunta regionale del Veneto. “Questi progetti di legge – ha aggiunto l’assessore Conte – che ora verranno inviati alle Commissioni consiliari e poi dovranno essere esaminati dal Consiglio, sono aperti alla discussione. Il nostro obiettivo è garantire la massima partecipazione del territorio”. Il ddl sulla gestione dei rifiuti prevede che le autorità d’ambito soppresse siano sostituite da bacini di utenza provinciali e che le funzioni amministrative delle Autorità d’ambito siano attribuite alle Province, che già hanno competenze sulla localizzazione degli impianti e sulle relative risorse finanziarie. Le Province dovranno adottare il regolamento di gestione dei rifiuti solidi urbani, individuare e disciplinare i rapporti con il gestore, individuare i criteri per la determinazione della tariffa e stabilire, assieme ai Comuni, obiettivi di raccolta differenziata e le modalità per raggiungerlo. Il personale addetto agli enti sarà assorbito dalle Province.
Il ddl riguardante la gestione del servizio idrico integrato prevede un’unica autorità che coordini il lavoro di otto Consigli di bacino che gestiranno otto “sub-ambiti” corrispondenti agli ambiti territoriali ottimali attuali e ai bacini idrografici, con compito di gestione e di pianificazione. Le funzioni amministrative, di gestione, di pianificazione e di controllo degli ambiti ottimali saranno esercitate dai Consigli di bacino, dove saranno rappresentati i Comuni. Il Coordinamento regionale dei Consigli di bacino dovrà monitorare i livelli di servizio, controllare il rispetto delle normative e della pianificazione regionale e vigilare sulla corretta determinazione delle tariffe.  “Abbiamo fatto di tutto  – ha detto l’assessore Conte – per rispettare la scadenza di fine marzo imposta a livello nazionale. I tempi sono stretti ma il lavoro di confronto con il territorio è già stato fatto. Le condizioni richieste erano la tutela dei bacini idrografici e la tutela del ruolo delle amministrazioni locali per non disperdere il patrimonio tecnico/infrastrutturale ma anche culturale raggiunto in questi anni. Nel testi elaborato questi due pilastri sono garantiti. Spero che il Consiglio regionale si renda conto che non è possibile lasciare una tematica così importante all’improvvisazione del legislatore nazionale”.

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