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mercoledì, Settembre 23, 2020
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Le perplessità della Lilt sullo sdoppiamento del Reparto di oncologia a Belluno

L’Ulss 1 di Belluno ha intenzione di ristrutturare il quarto piano dell’ ospedale San Martino di Belluno per trasferirvi le degenze di oncologia, mantenendo al terzo piano del complesso principale, dove sono tuttora,  gli ambulatori e il Day hospital. Il progetto non piace  alla Lilt, la Lega italiana contro i tumori di Belluno, che ha inviato nei giorni scorsi una lettera al direttore generale dell’Ulss 1 Antonio Compostella, manifestando le proprie perplessità. “Il malato oncologico – afferma il presidente della Lilt Renzo Zampieri – proprio per la gravità della sua malattia, ha bisogno di un’assistenza particolare da parte del personale medico, ma necessita anche di una presenza assidua e nel contempo discreta dei familiari. Con lo spostamento delle degenze al quarto piano tutto questo potrebbe venire compromesso. Senza contare la difficoltà dei medici, costretti a continui spostamenti tra i due reparti ospedalieri”. Zampieri ricorda la grande competenza del personale medico e infermieristico del reparto di oncologia del nosocomio bellunese, paventando che qualsiasi cambiamento potrebbe determinare un peggioramento dei servizi erogati ai malati oncologici che oggi vi fanno riferimento con grande fiducia. Alla Lilt ha già risposto il direttore generale dell’Ulss 1, spiegando le motivazioni dello spostamento con la necessità di un maggior comfort e servizi più adeguati ai pazienti, confermando in sintesi la volontà di proseguire il progetto di sdoppiamento. Motivi che, pur comprensibili, non hanno però convinto la sezione bellunese della Lega italiana contro i tumori. Per questo il presidente Renzo Zampieri ha scritto al sindaco di Belluno e al presidente della Conferenza dei sindaci dell’Ulss1 ribadendo le perplessità circa progetto dell’azienda sanitaria. “Le argomentazioni sono perlopiù di ordine organizzativo – si legge nella missiva – senza tener conto degli aspetti umani e di servizio da noi sollevati. Non vorremmo –  continua la lettera – che questo preludesse alla trasformazione del reparto in servizio e quindi Belluno, capoluogo di provincia, verrebbe così privato di un punto qualificante per la sanità locale”. Al primo cittadino di Belluno e al presidente della Conferenza dei sindaci dell’Ulss Renzo Zampieri chiede che ci possa essere, da parte del consiglio comunale, un’azione a supporto della richiesta della Lilt per evitare lo sdoppiamento del reparto di oncologia del San Martino. La speranza è che una presa di posizione possa arrivare già nel consiglio comunale di domani.

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