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Sul fotovoltaico interviene l’Associazione Fabrica 2010

In questi giorni c’è un gran parlare di impianti fotovoltaici e le opinioni si dividono in diverse considerazioni a nostro avviso non tutte pertinenti. La promozione di energia da fonti rinnovabili e in particolare dal fotovoltaico, è ormai una necessità riconosciuta da tutti ed imposta dalla Unione Europea che al riguardo ha emanato una direttiva da far valere a partire dal gennaio 2012 che tratta e regolamenta le prestazioni energetiche, riservando una specifica tariffa incentivante per interventi di integrazione architettonica.
Si tratta di un indirizzo politico e di una presa di coscienza per promuovere il risparmio energetico degli edifici e contemporaneamente sviluppare energia rinnovabile. L’attenzione rivolta al risparmio energetico coinvolge anche le amministrazioni comunali, che hanno potere di regolamentare e quindi curare maggiormente i rapporti tra architettura, ambiente e clima. Feltre e il suo territorio hanno una specificità ambientale importante, che a suo tempo aveva generato una sinergia tra Comune e Regione Veneto per la redazione di un piano paesaggistico pilota tuttora fermo in Regione. Da tempo riteniamo necessario che l’Amministrazione si doti di un Piano Comunale di Efficienza Energetica che indichi quali flussi di energia rinnovabile siano utilizzabili nel nostro territorio, per consentire la redazione un regolamento generale anche per l’installazione del fotovoltaico negli edifici e la costruzione dei parchi fotovoltaici. Abbiamo la consapevolezza che un territorio attento allo sviluppo delle energie rinnovabili oltre a rappresentare una salvaguardia ambientale produca anche una non trascurabile opportunità di sviluppo turistico. Riteniamo quindi importante che il fotovoltaico sia principalmente da incentivare come elemento architettonico di risparmio energetico da installare su edifici di civile abitazione e su edifici produttivi ed agricoli. Per quanto riguarda la costruzione di parchi fotovoltaici a terra pensiamo che in linea di principio si debba salvaguardare il territorio agricolo, perché
se è vero che esiste l’esigenza di produrre energia, è anche vero che c’è la necessità di conservare le nostre tradizioni alimentari e la capacità produttiva delle nostre imprese agricole. I parchi fotovoltaici in quanto “opifici” a carattere produttivo sono da costruire
prevalentemente in zone artigianali e industriali. Vanno incentivati anche i parchi fotovoltaici consortili, che potrebbero soddisfare le esigenze di chi desidera investire ricavando un reddito nella vendita di energia, ma su iniziativa dell’Amministrazione comunale, che potrebbe fungere da capofila, costruendo assieme ai privati, in un unico terreno situato in zona industriale, una struttura
condominiale con cellule separate ed autonome.

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