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venerdì, Marzo 5, 2021
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Il rifiuto di Durnwalder irrita Ghezze: «abbia il rispetto che si conviene ad una istituzione»

Palazzo Piloni sede della Provincia

Luis Durnwalder (Südtiroler Volkspartei il Partito popolare altoatesino), il potentissimo – e più pagato d’Italia – presidente della provincia autonoma di Bolzano, ha detto no all’annessione della provincia di Belluno al Trentino Alto-Adige, “chiedano l’autonomia!” ha aggiunto. Concetto ribadito anche da Christian Tommasini (Pd), vicepresidente della giunta di Bolzano: “mi pare che i bellunesi non credano sul serio che il federalismo portato avanti dalla Lega Nord produrrà veramente degli effetti positivi. – ha detto –  L’autonomia sarebbe una prospettiva realisticamente molto più concreta e realizzabile” (fonte ANSA). Dichiarazioni che, a quanto pare, hanno irritato il presidente del Consiglio provinciale di Belluno, Stefano Ghezze (Pdl). Che interviene sulle dichiarazioni del Governatore Durnwalder: «Abbia quel rispetto che si conviene ad una istituzione nei confronti di un’altra e anche della nostra comunità bellunese – ha detto Ghezze – Il Consiglio provinciale di Belluno si è mosso nella piena consapevolezza di quanto stava portando avanti, nel completo rispetto delle normative statali. La delibera che è stata approvata – ha proseguito il presidente del Consiglio provinciale Ghezze – non è una semplice “boutade” come qualcuno ha voluto definirla: è la presa di coscienza di una volontà popolare a cui abbiamo voluto dare una risposta concreta e seria. Pertanto, proprio come istituzione, è bene che ci si confronti nel pieno rispetto l’uno dell’altro. Ricordo, infine, che l’eventuale futuro diniego del Trentino – Alto Adige all’annessione del territorio di Belluno alla loro regione ha una valenza relativa – ha precisato Ghezze – . Quello della Regione trentina, infatti, potrà essere solamente un parere consultivo e assolutamente non vincolante per il raggiungimento dell’obiettivo che i referendari si sono preposti. Queste sono le normative vigenti, entro le quali noi ci siamo mossi, ora saranno gli organi superiori a portare avanti l’iter. Noi non siamo una provincia di serie B e pertanto chiediamo il rispetto che proprio le stesse leggi ci garantiscono di avere». Come dire, noi veniamo lo stesso in Trentino Alto-Adige anche se voi non ci volete. Che detto dal “parente povero”, fa riflettere sulla fondatezza e l’efficacia della pretesa.

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