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lunedì, Marzo 1, 2021
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“Il cibo in forma”. La mostra allestita al Museo Etnografico a Seravella di Cesiomaggiore è prorogata fino al 30 giugno

“Il cibo informa. La collezione di rami da cucina di Elio Dal Cin”, allestita presso il Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, viene prorogata fino al prossimo 30 giugno 2011. La mostra costituisce un elemento di riferimento importante nell’ambito del progetto “Montagne di cibo. la cucina veneta tra storia e memoria”, frutto di un accordo di programma tra la Regione del Veneto e l’Amministrazione provinciale di Belluno. Ad essa si legano gli eventi che il museo organizza sui temi dell’alimentazione tradizionale, allo scopo di valorizzare le ricerche di carattere storico e antropologico. Con l’anno nuovo sono previsti seminari, workshop e cene a tema sulla lavorazione del rame e il suo uso in cucina, sul caffè e cioccolato, sul vino, sul maiale, sui formaggi e i latticini. A giugno un convegno dedicato al rapporto tra cibo e identità dovrebbe concludere la prima serie di iniziative.
La mostra propone una splendida collezione di rami utilizzati in cucina, appartenuta a Elio Dal Cin e ora generosamente messa a disposizione dal figlio Florio. Alcuni pezzi sono invece stati prestati da collezionisti bellunesi e trevigiani. Si tratta di recipienti per la preparazione degli alimenti (pentole, paioli, stampi, leccarde, bricchi per il caffè, cioccolatiere, colini), contenitori per il trasporto dell’acqua e del latte, con bellissime decorazioni a sbalzo, ma soprattutto di stampi e stampini con motivi floreali, geometrici, figurazioni mitologiche, animali, ritratti di personaggi illustri. Una piccola sezione propone manufatti in rame che ritraggono in maniera realistica i pesci della laguna veneta, opera dei pescatori di Murano. I materiali esposti  sono stati raccolti, a partire dagli anni ’50 del ‘900 in  diverse zone del Veneto e del Friuli e coprono un arco temporale compreso tra il secolo XVIII e il sec. XX. Il percorso espositivo è arricchito da documenti originali e inediti sulle miniere di Valle Imperina (collezione privata dei conti Brandolini), da una ricca iconografia e da ricette utilizzate soprattutto per i cibi da mettere in forma negli stampi.

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