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È di Falcade il primo P.A.T. approvato da Palazzo Piloni. Zanolla: «Si tratta del primo documento di urbanistica in co-pianificazione con la Provincia»

È stato firmato ieri, a Palazzo Piloni, il primo accordo di co-pianificazione che prevede la possibilità di un procedimento di formazione del Piano di Assesto del Territorio comunale (P.A.T.), mediante la procedura concertata fra Comune e Provincia di Belluno. È quello di Falcade il primo Comune ad aver realizzato, in co-pianificazione con Palazzo Piloni, il proprio P.A.T., grazie alle nuove disposizioni dell’articolo 15 della legge regionale che ha dato delega all’ente Provincia in materia di Urbanistica. «Quello di ieri è il primo accordo siglato alla luce delle nuove deleghe – ha commentato il presidente della Provincia, Gianpaolo Bottacin – . La Regione ci ha dato fiducia, cambiando la logica rispetto a quanto avveniva in passato. Con un rapporto ravvicinato fra i Comuni e Palazzo Piloni, emergono le esigenze delle singole aree, che hanno così l’occasione di svilupparsi in armonia con i loro “vicini” , nel quadro di un disegno più ampio». «Stiamo chiudendo la procedure per strutturare al meglio gli uffici, alla luce delle nuove competenze: sappiamo già che avremo molto lavoro da evadere, ma possiamo contare su professionalità preparate – ha spiegato l’assessore provinciale di comparto, Bruno Zanolla – . Quello con i Comuni è un punto importante per l’organizzazione e la pianificazione del territorio. Lavoriamo in co-pianificazione fin dalle prime fasi questo ci permette di seguire insieme, passo dopo passo, lo sviluppo dei singoli progetti; non si lavora più con procedure divise, con elaborati che arrivano (solo una volta terminati) al vaglio degli organi regionali competenti: il rapporto con i adesso Comuni si è fatto molto più stretto». «Per Falcade quella della pianificazione territoriale è una questione delicata, dato lo spreco che c’è stato in passato – ha commentato il sindaco Settano Murer – . Abbiamo dato il via ad un riordino condiviso del nostro assetto, in armonia con i Comuni e le province contermini, in piano rispetto delle comunità che lo abitano. Dobbiamo “rivisitare” l’intero territorio, molto sfruttato per le seconde case, in un ottica di sviluppo alberghiero: senza un’attenta pianificazione, però, non si va da nessuna parte».

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