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Tagli al turismo. Bottacin: «O si fa il federalismo o si muore”. Ma Bottacin non è Garibaldi

Gianpaolo Bottacin
Gianpaolo Bottacin

“Qui si fa l’Italia o si muore” disse Giuseppe Garibaldi – secondo la leggenda – al generale Nino Bixio, nell’ordinare l’attacco a Calatafimi il 15 maggio del 1860 contro l’Esercito delle Due Sicilie. Il presidente della Provincia Gianpaolo Bottacin, preso atto delle dichiarazioni dell’assessore regionale Finozzi sul taglio dei finanziamenti per la promozione turistica, mutua le parole di Garibaldi e dichiara: “Arrivati a questo punto, o si fa il federalismo o si muore”! Ma Bottacin non è Garibaldi (condottiero tra l’altro inviso ai leghisti per aver unificato l’Italia) e le recenti performance di un governo traballante ancorché nato su una larga maggioranza, non consentono di scommetere un cent sull’ordine di Bottacin.  «I tagli al settore sono inevitabili, la crisi economica colpisce ovunque e chiunque – ha detto Bottacin –  Andrò personalmente a Venezia a parlare con Finozzi. Ogni settore ed ogni Ente sta subendo la crisi. Sia a livello nazionale, che regionale, che provinciale, i tagli sono inevitabili. Certo quello che ha detto l’assessore Finozzi non mi fa stare tranquillo, ma dobbiamo rimboccarci le maniche e vedere come si può tamponare la ferita. Al più presto mi andrò a Venezia per capire quali margini abbiamo per ottenere i contributi necessari, che senz’altro non potranno essere ingenti». Il presidente Bottacin guarda poi a quanto poteva essere già stato fatto, anche in chiave politica: « Quello a cui stiamo assistendo ora, non è che il risultato di una riforma federalista rallentata e avversata da molte parti politiche, tranne la Lega Nord. Per questo ora sono necessari i tagli agli enti locali, per questo i trasferimenti da Roma sono inferiori. Se il federalismo fosse davvero già in atto, credo che la nostra regione e la nostra provincia avrebbero avuto ripercussioni economiche senz’altro inferiori, sia in termini di perdita dei posti di lavoro che di ripresa. Avremmo potuto scegliere noi dove ridurre i costi, incentivando i diversi settori trainanti del nostro territorio». «La strada intrapresa fin qui dallo Stato è giunta al capolinea. Ora dobbiamo lavorare allo stesso obiettivo ed accelerare la riforma, senza disperdere le energie in soluzioni che appaiono poco concrete . I tagli sono inevitabili – conclude Bottacin – ma ci siederemo intorno ad un tavolo». Del resto, un tavolo delle trattative, in Italia, non si nega a nessuno.

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