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Mercoledì a Lozzo di Cadore: “Una montagna da vivere”, le Dolomiti dell’Unesco oltre il logo e la sede

Cosa pensa il segretario generale della Fondazione Dolomiti Unesco del nuovo logo? E la sede sarà proprio a Cortina? Saranno sicuramente queste le prime domande che i partecipanti all’incontro sul futuro delle Dolomiti Patromonio dell’Umanità rivolgeranno al professor Giovanni Campeol alla sua prima sortita pubblica in qualità di responsabile tecnico della Fondazione. L’incontro avverrà mercoledì primo dicembre alle ore 18 a Palazzo Pellegrini di Lozzo di Cadore. Campeol risponderà alle domande di Emilio Bertan, presidente del Cai Veneto; Franco Debortoli, presidente di Ascom Belluno; Ester Cason, Fondazione Angelini; Oddone Emiliano di Dolomiti Project e Lio De Nes, presidente delle Guide alpine del Veneto. Il tema è dato da una constatazione e da un quesito: Le Dolomiti sono state promosse patrimonio dell’umanità. E adesso? Quello di Lozzo è il primo di una lunga serie di incontri, confronti, interviste, immagini e musica che accompagneranno il Cadore alla Giornata Internazionale della montagna in calendario l’11 dicembre. Si tratta di una vera e propria rassegna che si presenta con il significativo titolo: Una montagna da vivere. L’iniziativa è stata concordata da tantissimi soggetti pubblici e privati: dalla Comunità montana a tutti i Comuni del Centro Cadore, dalla Magnifica al Consorzio Bim Piave, dal Cai alle Guide alpine e al Soccorso alpino, dai Consorzi turistici alle Pro loco fino al giornale Il Cadore e altri ancora. Un’iniziativa culturale all’insegna dell’unità che in quanto a partecipazione ha già registrato un successo. Si tratta di 14 iniziative che interesseranno tutti i Comuni del Centro Cadore. “Abbiamo voluto partire con l’Unesco – ha spiegato il sindaco di Lozzo Mario Manfreda, tra i promotori della rassegna – perché adesso le nostre montagne valgono di più. Sta a noi saper cogliere il valore aggiunto derivante dall’importante riconoscimento. E per muoverci bene abbiamo bisogno di conoscere anche i progetti e le intenzioni della Fondazione. Per questo la presenza del professor Campeol è particolarmente preziosa. Lo spirito di queste nostre iniziative è quello di stimolare occasioni di crescita unitaria a favore del Cadore che vuole riscattarsi da una situazione problematica.” Nel corso dell’incontro sarà presentata in anteprima l’Agenda 2011 del Club Alpino Italiano. “La scelta di presentarla a Lozzo assume un significato speciale – ha sottolineato Bruno Zannantonio del Cai Veneto – innanzitutto perché l’Agenda Cai 2011 è dedicata alle Dolomiti dell’Unesco e poi perché l’intera rassegna “Una Montagna da Vivere”, che inizia proprio a Lozzo, è frutto di un’alleanza strategica tra soggetti pubblici e soggetti privati che sicuramente darà buoni frutti. E non solo sul piano culturale.”

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