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Sabato 27 e domenica 28 novembre in scena al Teatro Comunale di Belluno il grandioso allestimento de “Il malato immaginario” con Gabriele Lavia

Sabato 27 (turno A) e domenica 28 (turno B) novembre per la Stagione di Prosa del Teatro Comunale di Belluno organizzata dalla Fondazione Teatri delle Dolomiti, direzione artistica di Daniela Nicosia, in scena Il malato immaginario di Molière con Gabriele Lavia. Inizio spettacoli ore 20:45.
Con il grandioso allestimento scenico de Il malato immaginario di Molière, ben undici gli attori in scena, verremo immersi in un’epoca, il Seicento, connotata da riflessioni in ambito filosofico e scientifico che segneranno il pensiero moderno, con conseguente messa in discussione delle precedenti certezze sull’uomo e la sua collocazione nell’universo. La profonda rilettura di Gabriele Lavia, regista e interprete del capolavoro di Molière, sembra riflettere tutto ciò, trasformando il dramma dell’ipocondriaco Argante in quello di un uomo che ha più paura di vivere che di morire.
Gabriele Lavia si confronta con successo con il testo simbolo della produzione teatrale di Molière, a lui particolarmente congeniale per qualità della drammaturgia e per lo spessore dei personaggi.
Da molti ritenuto il capolavoro assoluto del drammaturgo francese, Il malato immaginario narra le disavventure dell’ipocondriaco Argante, padre di una bella figlia, marito di una donna opportunista e fedifraga e vittima di uno sciame di dottorini-avvoltoi salassatori e ciarlatani. I guai cominciano quando, con un patto di matrimonio arbitrariamente siglato, Argante promette la figlia in moglie ad un giovane babbeo, dottorino di fresca laurea, in modo da potersi garantire un sereno (… e gratuito) futuro di consulti e ricette. Ipocondriaco sino a rasentare la follia, Argante vive di medici e medicine, spiando ossessivamente in se stesso i sintomi di tutte le possibili malattie. Su questa base scattano i meccanismi classici della commedia: una moglie avida, una figlia il cui amore è contrastato, salvo poi trionfare al momento giusto in un immancabile lieto fine, un gruppo di untuosi ed infidi dottori che si nascondono dietro grandi paroloni in latinorum, un fratello savio e una cameriera fedele e astuta.
Lo spettacolo è una produzione Teatro Stabile dell’Umbria-Compagnia Lavia Anagni, su testo di  Molière tradotto da Chiara De Marchi, in scena Gabriele Lavia e Pietro Biondi, Gianni De Lellis, Giorgio Crisafi, Barbara Begala, Mauro Mandolini, Vittorio Vannutelli, Giulia Galiani, Andrea Macaluso, Michele Demaria, Lucia Lavia. Scene Alessandro Camera, costumi Andrea Viotti.
Info e prenotazioni presso la biglietteria del Teatro Comunale di Belluno, da venerdì 26 a domenica 28 novembre, tutti giorni dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.

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