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Bressa: “In dieci anni di questo governo, Lega e Pdl non hanno fatto nulla per la specificità di Belluno”

Sergio Reolon
Sergio Reolon

Da dieci anni la Regione ha in mano lo strumento legislativo per dare a Belluno la sua specificità. Ma da dieci anni non l’ha fatto! In dieci anni i tagli degli investimenti sulle politiche sociali operati dal governo italiano rispondono a un totale di – 80%. Il volontariato nazionale, quest’anno, avrà a disposizione, per sopravvivere, un quarto delle risorse rispetto allo scorso anno. Che già non bastavano. Far funzionare l’Università, in questo momento, significa garantire l’apertura e la chiusura dei suoi portoni: la finanziaria prevede in bilancio i soldi nudi e crudi degli stipendi a chi ci lavora. E basta. L’investimento della Regione in sanità, tra il 1996 e il 2009, è stato pari a + 118%, a livello Veneto. Ma per Belluno solo + 86%. Sono alcune delle cifre messe sul tavolo, venerdì sera, all’incontro “Belluno – Venezia – Roma. Parliamo di politica” che si è tenuto al Park Hotel Villa Carpenada di Belluno. Gianclaudio Bressa e Sergio Reolon, intervistati da Tiziana Bolognani, hanno parlato di scuola, sanità, crisi, situazione nazionale e regionale, autonomia. Referendum. Il Pd allo specchio dei suoi elettori: pubblico di quasi duecento persone, botta e risposta sui temi della politica del presente e sulle reali prospettive future. “Leadership, mercato, competizione: queste sono le parole della politica di oggi – ha affermato Sergio Reolon, consigliere Pd in Regione – le parole dei governi di destra che non hanno a cuore il benessere dei cittadini, ma il benessere del potere. Quello che serve al centro sinistra  non è arroccarsi nei vecchi valori, ma portare avanti un cambiamento: di parole, quindi di valori. Quindi di democrazia.  La destra che ci governa non affronta la realtà: la maggioranza in Regione non scende nel confronto. Tra le proposte che sono state portate avanti in questi mesi c’è stata perfino quella di fare il numero chiuso in Veneto: non più di 5 milioni di abitanti. La Lega è alimentata dal disagio sociale: si prepara a cavalcare le spaccature e il malessere. E non vuole il federalismo: semplicemente perchè, se lo raggiungesse, cesserebbe il suo motivo di esistere”. Su autonomia e referendum ha messo l’accento Gianclaudio Bressa,  capogruppo Pd nella Commissione Affari costituzionali alla Camera. “Dal 2001, grazie a un emendamento alla Costituzione portato avanti da me – ha detto – la Regione ha in mano lo strumento per dare la specificità a Belluno: eppure, in dieci anni di questo governo, Lega e Pdl non hanno fatto nulla in questo senso. A questo punto il referendum, come strumento per dichiarare la volontà popolare, va utilizzato: è  una clava che va caricata”. Quanto alle prospettive del governo, la necessità di tirare fuori gli uomini migliori e farli lavorare per dare un futuro all’Italia è più che mai necessaria. “Aver fatto finta che la crisi non esiste è una strategia non solo deleteria, ma concretamente pericolosa – ha affermato Gianclaudio Bressa – perchè la gente non ha la percezione della gravità della situazione. L’anno prossimo, per stare nel bilancio europeo, l’Italia dovrà addossarsi una manovra colossale. Serve un governo di responsabilità repubblicana”. Anche per Sergio Reolon la situazione va affrontata: “La fine dell’era Berlusconi rimette tutto in movimento. C’è urgenza di una assunzione di responsabilità. Non bisogna avere paura delle elezioni anticipate”.

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