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Eliosoccorso: Belluno, Trento e Bolzano verso procedure condivise

Procedure condivise, analoga gestione nelle operazioni di emergenza, impiego di tecnici del Soccorso alpino, sono alcuni dei temi di cui si è discusso nei giorni scorsi a Cortina, dove si è tenuto il primo incontro del gruppo di lavoro interprovinciale di elisoccorso che, due volte all’anno, riunirà il personale operativo delle province di Belluno, Trento e Bolzano, con l’obiettivo di migliorare tempestività e qualità del servizio. L’appuntamento è stato inoltre un primo passo per sottolineare ancor più, a livello locale e nazionale, l’importante ruolo acquisito negli anni dall’elisoccorso, divenuto un presidio indispensabile nell’intero arco alpino, e soprattutto nelle Dolomiti, per vigilare su salute e sicurezza dei cittadini residenti e degli ospiti del
territorio montano.  Si è tenuta a Cortina d’Ampezzo, nela sala cultura “Don Pietro Alverà” gentilemte fornita dall’amministrazione comunale, la prima riunione del gruppo di lavoro interprovinciale di elisoccorso, su
iniziativa del Suem 118 di Belluno e della II Delegazione del Cnsas, Copro nazionale soccorso alpino e speleologico, Dolomiti Bellunesi. “L’iniziativa mira a riunire i responsabili tecnici ed operativi dei
servizi di elisoccorso della provincia di Belluno, Bolzano e Trento – spiega il primario del Suem di Pieve di Cadore Giovanni Cipolotti – per uniformare e standardizzare le procedure di intervento delle missioni di
elisoccorso nelle aree confinanti o effettuate a supporto di provincie limitrofe”. Alla prima riunione erano presenti rappresentati del servizio di elisoccorso della provincia di Bolzano e dell’Aiut Alpin Dolomites, della
provincia di Trento, del Cnsas di Belluno, Trento e Bolzano, con il coordinamento del Suem di Belluno.
Sono state delineate ed affrontate alcune criticità, come ad esempio: modalità di collegamenti radio fra elicottero e centrali operative, standardizzazione delle coordinate geografiche necessarie per l’identificazione dell’area di intervento, orari di operatività e allertamento delle basi limitrofe per interventi da effettuarsi all’alba o al tramonto, a supporto delle zone non coperte dall’elisoccorso in tale fascia oraria. E ancora, impiego dei tecnici di elisoccorso e volontari del Cnsas per interventi in aree di confine e analisi comparativa dei protocolli di gestione dei soccorsi in caso di valanga. “La discussione e il confronto hanno permesso di raccogliere i contributi dei vari servizi, che porteranno alla stesura di procedure condivise necessarie per migliorare tempestività e qualità del servizio reso ai residenti e frequentatori della montagna – conclude Cipolotti – sono stati delineati inoltre altri temi di discussione e confronto, quali la scelta di criteri di utilizzo del servizio, che devono esssere il piu’ possibile condivisi, la ricerca di uniformità nella raccolta dei dati statistici e la verifica dei criteri di compensazione economica e addebito per i soccorsi non sanitari. Tali argomenti saranno affronati nella prossima riunione del gruppo di lavoro, programmata a Trento per il maggio 2011”.

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