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Normativa “Made in”: Il presidente della Camera di Commercio Paolo Doglioni scrive ad Alessandro Barberis presidente di Eurochambres e all’europarlamentare Cristiana Muscardini

Paolo Doglioni presidente Camera di Commercio
Paolo Doglioni presidente Camera di Commercio

Su indicazione del Consiglio camerale il presidente della Camera di Commercio di Belluno Paolo Doglioni scrive al presidente di Eurochambres Alessandro Barberis e all’europarlamentare Cristiana Muscardini, relatrice del provvedimento.  Ecco il testo del messaggio: “Il Consiglio della Camera di Commercio di Belluno, riunitosi il 29 ottobre scorso, mi ha un unanimemente inviato ad assumere una posizione in merito alla normativa – approvata recentemente dal Parlamento Europeo –  relativa al “Made in”, che impone l’obbligo di indicare il paese di provenienza sui prodotti importati. L’identificazione del luogo di origine del prodotto consente ai cittadini comunitari di acquisire informazioni più dettagliate su ciò che si apprestano ad acquistare, orientandoli nelle loro scelte nel modo migliore. Purtroppo il provvedimento adottato dal Parlamento Europeo esclude l’occhialeria, settore strategico per l’economia bellunese. Ciò costituisce un danno gravissimo per le PMI locali che ancora oggi stentano a sopravvivere sul mercato a causa degli effetti della crisi economica. Una sopravvivenza messa in dubbio anche dalla concorrenza che provoca danni economici e d’immagine non solo alle singole aziende ma all’intera economia locale. A tale proposito ritengo che la trasparenza dell’origine dei prodotti sia fondamentale sia a tutela del consumatore sia per la salvaguardia dell’occupazione a tutti i livelli. La mancanza di trasparenza favorirebbe infatti la concorrenza a discapito in particolare dei prodotti europei. Sono trascorse solo due settimane da quando – il 14 ottobre scorso –  mi sono recato  a Bruxelles al Parlamento Europeo delle imprese quale rappresentante delle imprese europee per votare, con gli altri imprenditori, su un provvedimento di marchiatura sui prodotti costruiti al di fuori dell’Unione Europea. Una votazione che non prevedeva deroghe e che doveva costituire un segnale chiaro per i politici comunitari. A distanza di così poco tempo non riesco a trovare le ragioni dell’approvazione, da parte del Parlamento Europeo, di un provvedimento che esclude l’occhialeria. Faccio presente che non si è pregiudizialmente contrari alla delocalizzazione che, se condotta opportunamente,  può costituire una valida sinergia per le nostre imprese. Alla stessa si deve comunque accompagnare la trasparenza nell’origine dei prodotti e ciò a tutela dei consumatori, delle imprese stesse e del mantenimento dei livelli occupazionali”.

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