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Dossier statistico immigrazione Caritas – Migrantes 2010­. Vent’anni per una cultura dell’altro

Da vent’anni la Chiesa italiana cerca di aiutare il paese ad interpretare un fenomeno, quello delle migrazioni, del quale spesso si parla, di discute e si decide senza conoscere bene i dati che lo caratterizzano. L’annuale Dossier Statistico sull’Immigrazione, predisposto da Caritas e da Migrantes è giunto infatti al suo ventesimo anno di vita e viene presentato oggi a livello nazionale e, in contemporanea in moltissime diocesi. Con esso, la Chiesa mette disposizione un sussidio di larga diffusione “per favorire una conoscenza del fenomeno migratorio libera da pregiudizi culturali e contrapposizioni partitiche”.
I dati nazionali sulla presenza di cittadini stranieri
A fine 2009, i cittadini stranieri residenti in Italia erano 4.235.059, il 7% della popolazione italiana. Di costoro, il 51,3% sono donne e il 24,3% minorenni; i nati figli di entrambi i genitori stranieri nel 2009 sono stati 77.148, pari al 13,6% dei nati totali.  Fra i residenti stranieri, .720 sono nati in Italia (il 13,5%), e compongono quella seconda generazione che rappresenta una delle realtà più dinamiche del fenomeno. Il Dossier immigrazione 2010 stimando anche coloro che sono in attesa di iscrizione alle anagrafi comunali o sono semplicemente domiciliati, propone un numero di stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale pari a 4.919.000 persone.
Dati demografici dei migranti in Veneto
Il Veneto è la terza regione italiana – dopo Lombardia e Lazio – per presenza di stranieri residenti (l’Istat censisce 480.616 immigrati residenti, ma il Dossier stima in 550.100 gli immigrati presenti). I residenti nel 2009 sono 5,8% in più rispetto all’anno precedente, con un ulteriore rallentamento rispetto all’anno precedente. Fra i 480.616 residenti in regione, vi sono 236.585 donne e 116.969 minori (seconda regione italiana).
Della popolazione straniera residente in Veneto, il 24,3% è costituito da minori, mentre il 21,6% dei neonati sul totale dei nati in Veneto è figlio di genitori stranieri (secondi dopo l’Emilia Romagna). Fra i residenti stranieri in Veneto, 72.310 sono nati in Italia (quindi costituiscono quella che si chiama “seconda generazione” e rappresentano il 15% del totale dei stranieri residenti.
Lavoratori stranieri in Veneto nell’anno della crisi
317.642 è il numero di nati all’estero assicurati nel corso del 2009 all’Inail in Veneto: è la prima flessione nel numero degli occupati nel decennio. Si conferma invece la distribuzione territoriale delle presenze nelle tre macro-aree rispetto alle quote percentuali di presenza: il 43,7% dei nati all’estero lavora nelle province di Verona (23,9%) e Treviso (19,9%); il 49,1% opera tra la provincia di Vicenza (16,7%), che rispetto al 2008 supera di pochissime unità quella di Padova (16,66%) e Venezia (15,8%). Infine solo la quota marginale, il 7,2%, complessivo opera a Rovigo e Belluno.
Quanto ad assunzioni e cessazioni, il mercato del lavoro nel 2009 ha visto una contrazione della capacità di assorbimento della domanda di lavoro: il calo delle assunzioni è stato di quasi il 13% sulla totalità dei lavoratori e del 10,3% per i lavoratori stranieri.
I saldi occupazionali, che mettono in relazione assunzioni e cessazioni, registrano valori negativi in tutte le province, sia per il complesso dei lavoratori che per quelli stranieri, con l’eccezione di Rovigo. E proprio Vicenza, assieme a Treviso, registra i valori peggiori, per i lavoratori nel loro complesso, che per quelli stranieri: saldi che erano già negativi nel 2008 per quel che riguarda i lavoratori stranieri. Nel complesso, il 2009 ha coinvolto maggiormente i lavoratori italiani rispetto all’anno precedente, ma il dato necessita di interpretazione, poiché i lavoratori stranieri accedono spesso a lavori precari, e sono stati i primi a pagare gli effetti della crisi economica.
Il dossier nel capitolo veneto ha preso poi in esame i dati di Veneto Lavoro, che prendono in esame però solo il lavoro dipendente al netto di quello domestico ed intermittente: qui il la caduta occupazionale, nel saldo 2008/2009 è di circa 52.500 lavoratori, di cui circa un 18% stranieri, a fronte di una incidenza complessiva sull’occupazione indipendente di circa l’11%: un altro segno del maggiore coinvolgimento dei lavoratori stranieri – in particolare quelli dal lavoro dipendente e stabilizzato – nella crisi. In merito, si ricorda anche che per gli occupati netti Inail si hanno cessazioni che coinvolgono stranieri a circa il 30%, a fronte di un 18% circa di incidenza sugli occupati netti.
Ma quale è l’identikit del lavoratore migrante maggiormente messo a rischio dalla crisi? E’ maschio, impiegato nel settore manifatturiero o delle costruzioni e con contratto a termine.
In sintesi, le criticità emerse alla fine del 2008 e confermate dai dati 2009: l’aumento forte della disoccupazione straniera, il diritto di permanenza nel territorio legata spesso al mantenimento del posto di lavoro, mancanza di reti familiari di sostegno, messa rischio dei processi di inserimento sociale nella loro interessa.

Migranti stranieri in provincia di Belluno

Situazione demografica dei cittadini stranieri residenti in provincia di Belluno

Con 13.284 residenti, Belluno è la 74^ provincia italiana, con Rovigo appartiene alla terza fascia di province per presenza di cittadini immigrati ed occupa il 7° e ultimo posto in Veneto; incidono per il 6,2% sul totale della popolazione residente (63^ provincia in Italia, 7^ in Veneto).
I residenti 2009 fanno registrare un +4,4% rispetto al 2008, rallentato rispetto all’aumento dell’anno precedente, inferiore alla media veneta pari a +5,8%: Belluno è la 4^ provincia in Veneto per aumento percentuale.
Da notare che Belluno, secondo i dati del dossier Italiani nel mondoera ancora al 2008 al primo posto in Veneto per cittadini iscritti all’anagrafe degli italiani all’estero.

I residenti sono composti fra l’altro da:
• 7.233 donne (30^ provincia in Italia per incidenza percentuale e 1^ provincia veneta, sempre per incidenza percentuale);
• 2.964 minori (74^ provincia italiana, 7^ in Veneto per valore assoluto);
• di cui 211 neonati  (74^ provincia italiana, 7^ in Veneto per valore assoluto).

Caratteristiche della popolazione straniera residente
• 54,4% di donne, superiore alla media nazionale (51,3%) e alla media veneta (49,2%);
• 22,3% di minori sul totale residenti stranieri, invariato rispetto al 2008 (36^ provincia italiana, 6^ provincia in regione);
• 12,2% di neonati figli di genitori stranieri sul totale neonati 2009 (61^ in Italia, 7^ in Veneto);
• fra i residenti stranieri, 1.601 sono nati in Italia (2^ generazione), e incidono per il 12,1% (54^ provincia in Italia, 6^ in Veneto).

Gruppi nazionali
In provincia, i gruppi principali provengono da:
§ Marocco (1.973 persone, il 14,9% del totale)
§ Romania (1.572, l’11,8%)
§ Albania (1.444, il 10,9%)
§ Ucraina (1.234, il 9,3%)
§ Cina (1.158, l’8,7%)
§ Macedonia (1.29, il 7,7%).
I gruppi dall’Ucraina e dalla Moldova compongono il 13,9% degli stranieri residenti, e questo spiega in parte l’importante quota femminile nella popolazione straniera presente a Belluno.

Alunni stranieri nelle scuole del Bellunese

Dalle scuole per l’infanzia alle secondarie di secondo grado, a Belluno nell’anno scolastico 2009-2010 erano iscritti 2.085 alunni stranieri, pari al 7,2% degli alunni totali (media veneta: 7,5%).
Rispetto all’anno scolastico precedente, sono cresciuti del 5,7%, pari a 211 alunni (crescita media veneta: 7,1%).
Le incidenze per ordine di scuola:
· 6,8%  scuola per l’infanzia (media veneta: 12,5%);
· 8,6%  primaria (media veneta: 13,3%);
· 9,4%  secondaria di 1° grado (media veneta: 13,0%);
· 4,7%  secondaria di 2° grado (media veneta: 7,7%).
Da notare che il 19 % di questi alunni stranieri sono nati in Italia: per costoro non c’è un problema di tipo linguistico.
In provincia sono presenti 2 reti scolastiche per l’integrazione degli alunni stranieri, che coordinano 25 istituti, il 51,0% delle scuole bellunesi (a.s. 2008-2009).

Lavoratori stranieri a Belluno nel tempo della crisi 
v Nel 2009, gli occupati netti stranieri a Belluno erano 11.667, pari al 16,3% degli occupati netti totali (media veneta: 18,6%), il 3,4% in meno dell’anno precedente.
v I nuovi assunti, entrati per la prima volta nel mercato del lavoro, risultavano 694, il 28,5% in meno rispetto all’anno precedente.
v Le donne incidevano per il 49,0% sugli occupati stranieri, ma al 54,4% fra i nuovi assunti stranieri (375 su 694 nuovi assunti).
v Nel corso del 2009, risultavano espulsi dal mercato del lavoro 711 stranieri (di cui 311 donne) in più di quelli assorbiti, segno di un mercato del lavoro in contrazione a causa della crisi economica. Belluno si collocava al 4° posto in regione, con il 9,7% dei saldi negativi, dopo  Treviso, Vicenza e Padova.  
v Nonostante tutto, Belluno, insieme con Verona, regge un po’ meglio di altre province come, appunto, Treviso, Vicenza e Padova.

Migranti e dinamiche demografiche a Belluno
In tutto il territorio nazionale, i residenti stranieri contribuiscono in modo importante alle dinamiche demografiche, rallentando la diminuzione della popolazione.
A Belluno, visto il bilancio demografico fortemente passivo (i morti superano i nati per 716 unità, e per i soli italiani questa cifra è pari a ben 910 unità), le nascite di stranieri non riescono a portare in attivo il saldo naturale complessivo, anche perché la presenza di nati figli di entrambi i genitori stranieri è piuttosto modesta (211 nati nel 2009, pari comunque al 12,2% di tutti i nati del 2009 in provincia). L’effetto di compensazione è soltanto parziale.

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