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Continua la rassegna “Chies e le sue montagne”: Per Ernesto Pascotto l’orso potrebbe farsi vivo anche in Cansiglio

Lince, lupo e orso: tre grandi predatori sono stati al centro della serata che si è tenuta lunedì a Lamosano per “Chies e le sue montagne”. Ernesto Pascotto, docente della Facoltà di medicina veterinaria dell’Università di Udine, ha tenuto una lezione su come riconoscere la presenza di questi animali. La possibilità di vederli in movimento nel territorio bellunese non è così remota. “Nel nord est i numeri non sono così alti, siamo in proporzioni di 1 a 100 per la lince rispetto alla Romania e 1 a 50 per l’orso nel confronto con la Slovenia, ma la provincia subisce spinte da altri territori – dice Pascotto – e il transito potrebbe esserci anche in Cansiglio”. Certo tra l’ipotesi e l’accertamento della presenza ci sono di mezzo fototrappole, rilevazioni genetiche e la necessità del riconoscimento di eventuali piste su fango o neve da parte di esperti. Tuttavia, nel sito dell’Atlante dei mammiferi del Veneto 2009-2012, www.mammiferiveneto.it, si possono trovare suggerimenti su come riconoscere il passaggio di diversi predatori e si può dare il proprio contributo attraverso un modulo di segnalazione online.
Se orso e lince sono stati individuati anche nel bellunese in passato, per quanto riguarda il lupo c’è ancora mistero. Rilevazioni ci sono state in Trentino e in Friuli, stando a Pascotto, ma il lupo è anche difficilmente riconoscibile, perché lascia tracce molto simili a quelle di un cane. Altro discorso per la lince che nell’appoggio ha un cuscinetto a trapezio e mancinismo (ha le zampe che si rivolgono all’esterno) o per l’orso, che è un plantigrado e, quindi, assomiglia all’uomo.
“La cosa interessante – sottolinea il docente – è che in Trentino è stato accertata la presenza sia del lupo appenninico, sia di quello balcanico e anche Belluno potrebbe essere una terra di mezzo tra le due aree”. Il lupo tra tutti è quello che fa più danni delle altre specie. La lince è stata reintrodotta in Svizzera per bilanciare gli ungulati, mentre in Slovenia a spese dei cacciatori per rendere l’attività venatoria più stimolante e di qui si è espansa. Non ama spazi aperti e grandi inseguimenti, va su prede domestiche solo quando è ancora inesperta, mentre l’orso è il più irrazionale di tutti. “Niente paura – afferma Ernesto Pascotto -: la lince non attacca l’uomo perché vede che non è una preda e anche l’orso in molte parti d’Europa convive a stretto contatto con gli umani senza problemi, anzi il numero di razzie domestiche che fa è basso e ha davvero poco impatto sulla società”.
Roberta De Salvador

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