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Il quotidiano La Sicilia prende in giro Belluno, prima classificata per ecosistema urbano. Bottacin replica e propone: «Il prossimo Ministro all’Ambiente sia bellunese»

“Dovrà pur esserci un motivo se il ministro dell’Ambiente l’hanno scelto qui, in Sicilia, e non a Belluno. Tiè”! Gli ultimi della classe (Palermo terzultima e Catania ultima) si prendono gioco della più brava, la citta di Belluno, che si è classificata prima nella classifica per ecosistema urbano. E allora il presidente della Provincia Bottacin replica. «Dati alla mano, siamo noi ad avere la miglior cultura dell’armonizzare la vita dell’uomo con la natura che lo circonda – afferma Bottacin – Se, come dicono le statistiche nazionali, a Belluno c’è l’ambiente più sano e l’aria è più salutare che altrove, vuol dire che è innata in noi la cultura del rispetto e della tutela della natura. Pertanto, chi meglio di un Bellunese potrebbe sedere al Ministero all’Ambiente?». «In un articolo apparso il 20 ottobre (vedasi link a fondo pagina) sul quotidiano siciliano (“Ma come noi non c’è Belluno”), era chiaro lo “sfottò” all’indirizzo dei Bellunesi – ha commentato il presidente di Palazzo Piloni – . Con buona ironia, si prende in giro il rigore di noi gente di montagna nel tutelare l’ambiente, come se questo fosse per noi stessi un peso; al contempo, si fa un vanto della scarsa attenzione per la natura nel siciliano, che infatti figura agli ultimi posti nelle classifiche nazionali per la condizione del proprio territorio». «Saremo pure “grigi polentoni”, ma appare altrettanto grigio lo sbandierare quell’abusato luogo comune che vuole i Siciliani incapaci e irresponsabili appagati dall’avere il sole che splende in faccia, come se questo fosse merito loro». «Quanto riportato nel quotidiano, che pure mi ha fatto sorridere, è la chiara dimostrazione del sentimento di malcelata invidia che serpeggia al Sud nei confronti del Nord, un Nord che, con il suo impegno, supplisce alle lacune gestionali del Meridione, concedendoli – appunto – di poter godere del sole che batte in fronte – ha proseguito Bottacin – . Rilevo, però, che quando il medesimo “sfottò” viene utilizzato dalla Lega Nord, si cade nell’accusa di razzismo. A parti invertite, il gioco viene accettato di buon grado, anche da parte di chi, proprio qui al Nord, condivide e difende quei valori che sono trasversali a qualsiasi parte politica, ma che mancano completamente al Sud Italia».

Il link all’articolo: http://www.lasicilia.it/index.php?id=47335&template=lasiciliait

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