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martedì, Giugno 15, 2021
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Impianto ex-Merotto: 140mila camion in 4 anni, uno ogni 10 minuti. Intervento del Movimento Cinque Stelle di Belluno-Feltre

“Perché si concede al privato di triplicare la produzione?  E come mai l’impianto è già pronto per la messa in opera, nonostante il procedimento legislativo e burocratico non sia ancora giunto a conclusione?” A chiederselo è il Movimento Cinque Stelle di Belluno e Feltre, che interviene in relazione al progetto di realizzazione della torre di oltre 30 metri che verrà innalzata a Busche, per la produzione di bitume. “E’ una coincidenza – prosegue la nota –  il fatto che venga richiesto questo ampliamento di produzione nel stesso momento in cui viene presentato anche il progetto per la centrale di Busche? Visto che il materiale proveniente dalla galleria di 11 chilometri (pari a circa 600mila metri cubi di roccia) verrà stoccato proprio nell’impianto ex Merotto di Pez, con un transito di circa 140mila camion in quattro anni (uno ogni dieci minuti). C’è forse una connessione di guadagni in questo? Il nostro invito rivolto ai cittadini – prosegue la nota – è quello di informarsi sulla questione, di trarne le relative conclusioni e di fare informazione, sensibilizzando la popolazione e facendo pressione sugli amministratori locali. L’occasione più vicina ed importante per ricevere notizie ed approfondimenti sulle questioni di Pez e di Busche è la prima assemblea pubblica indetta dal comitato Acqua Bene Comune, il 9 novembre alle 20.30 a Cesiomaggiore”.

L’approfondimento
 “Recentemente abbiamo incontrato i cittadini di Pez che si oppongono all’ampliamento dell’impianto asfalti nella ex zona Merotto. Fin da subito abbiamo riscontrato le stesse problematiche che solitamente si verificano quando un gruppo di cittadini si muove attivamente per il bene della propria città. Si è trattato di un colloquio molto piacevole e al tempo stesso particolarmente interessante. Di fronte ad un grosso piano di ampliamento come questo, i cittadini non sono stati interpellati, ma sono venuti a conoscenza del progetto solo durante una presentazione pubblica, segno di un’evidente mancanza di trasparenza da parte degli organi competenti e di un fallito coinvolgimento della popolazione locale. Questi tenaci cittadini si sono subito mossi interpellando ed interloquendo con tutti a livello politico, ma nessuno si è mai mosso con una visione a 360° per fare un completo ragionamento sull’impianto, sulla sua collocazione e sulle conseguenze di un eventuale ampliamento. Chi di dovere si è semplicemente barricato dietro il beneplacito della Sovrintendenza, aggirata dall’arroganza del privato e del suo potere economico. Qualcun altro, come il sindaco di Cesiomaggiore, benché preoccupato, non si è ancora chiaramente espresso (sì o no all’ampliamento?). Ma intanto si potrà iniziare a costruire già fra meno di una settimana. È qui che entra in gioco il ruolo della politica. Bisogna che gli amministratori locali prendano in mano la questione e la esaminino in un’ottica futura: se questo impianto nuoce alla salute dei cittadini bisogna trovare una soluzione concreta. A detta dei residenti, sono ben quarant’anni che la torre (tutt’ora fuorilegge) produce inquinamento, polveri e rumori, in una zona demaniale data in concessione idrica, Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale, nei pressi di un lago che è passaggio di rotte di migrazione dell’avifauna, habitat idoneo per la conservazione delle popolazioni di uccelli selvatici migratori. Una zona splendida dal punto di vista ambientale, dove tutti i progetti che hanno incidenze significative devono essere assoggettati alla procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale. Su questo sito si innalzerà un’impattante torre di 33 metri destinata alla produzione di bitume (produzione tre volte superiore rispetto all’attuale), con uno sproporzionato incremento di traffico e conseguenti rumori, ma soprattutto con un ragionevole aumento di emissioni (per le quali, a detta dei cittadini, mancano ancora dati certi). Non verrà nemmeno creato nessun nuovo posto di lavoro, quindi si tratterà di un ampliamento esclusivamente a beneficio del privato, l’Ascon, società gestita dai più grossi asfaltatori della provincia. Se spostare l’impianto in un sito alternativo, come richiesto inizialmente dai cittadini, non è possibile, si ragioni almeno sui vecchi progetti di riqualificazione e mitigazione ambientale dell’area, a detta dei cittadini stralciati. Sarebbe indispensabile la messa a norma dell’impianto, un controllo serrato delle emissioni in aria, l’obbligo a mantenere il deposito degli inerti solo temporaneamente e con cumuli di altezza non superiore ai cinque metri. Inoltre sarebbe interessante un eventuale modifica e spostamento della viabilità verso Santa Giustina, il frequente passaggio di spazzatrici e l’utilizzo di irrigatori per evitare la dispersione in aria delle polveri, al fine di permettere ai residenti di convivere con l’impianto”
Movimento Cinque Stelle Belluno-Feltre.

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