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Associazioni sordi e ciechi. Sernagiotto: “vigileremo per assicurare i servizi, ma niente sprechi e doppioni”

 

Remo Sernagiotto
Remo Sernagiotto

“Le associazioni dei sordi e dei ciechi stiano tranquille: la Regione Veneto nei suoi specifici compiti di programmazione agirà per assicurare l’erogazione di tutti i servizi necessari per le persone con disabilità sensoriale in accordo con quelle che sono – va ricordato – le dirette titolari delle disabilità sensoriali e cioè le Amministrazioni Provinciali. Detto concretamente: rafforzeremo i servizi promossi dal Centro del Libro Parlato, che sarà uno in tutto il Veneto per evitare doppioni e sprechi; siamo convinti infatti che gli audio libri siano di grande utilità non solo per i ciechi ma per tutto il mondo della non autosufficienza nelle case di riposo o a casa propria; continueremo a stampare i libri in Braille ma sarà fatto dalle Provincie venete con un notevole risparmio (circa il 30% in meno) sulle stampa finora fatta in Lombardia; per i servizi di segreteria invito le associazioni  a rivolgersi alle Amministrazioni Provinciali; continueranno a funzionare i servizi telefonici ponte per i sordomuti; continueranno e anzi si amplieranno i telegiornali locali con il linguaggio italiano dei segni che dovranno però coprire tutto il Veneto e non solo una parte della regione come succede ora per cui, ad esempio, resta esclusa da questo servizio informativo tutta la zona del Veneto orientale mentre il tg con il lis è visto in Lombardia o in Trentino. Io sono l’assessore dei veneti e ai veneti intendo pensare”. Lo afferma l’Assessore regionale alle politiche sociali Remo Sernagiotto in ordine alla questione relativa ai finanziamenti alle associazioni per la disabilità sensoriale (sordi, sordomuti e ciechi).  “Inoltre – aggiunge l’Assessore –  informo che sosterremo l’attività del centro di Selvazzano che istruisce i cani guida per i  ciechi. Queste stesse indicazioni le ho date negli incontri avuti con le associazioni dei sordi e con quelle dei ciechi che ho informato dei necessari, non più rinviabili, tagli di risorse ma senza che questo debba comportare diminuzione dei servizi. Al proposito ho rivolto loro una domanda diretta: “Volete più soldi o servizi veri per i vostri associati?” facendo presente che i doppioni di qualche segreteria di associazione non potevano essere pagati dalle istituzioni e dai  cittadini veneti. Sempre su questi temi ho incontrato più volte le Provincie per costruire insieme una strategia d’intervento che offra i servizi di cui le persone con disabilità  sensoriale hanno bisogno ma in una logica di eliminazione degli sprechi che purtroppo ci sono anche qui ed è mio preciso dovere cancellarli come assessore veneto ai servizi sociali in questo tempo di profonda crisi economica”. Sernagiotto conclude con una considerazione sulle dichiarazioni di De Poli e Valdegamberi, entrambi ex assessori regionali alle politiche sociali. “Negli ultimi 10 anni in Giunta regionale  – rimarca – hanno mostrato più interesse a dare contributi alle associazioni dei disabili (non servizi veri ai disabili) piuttosto che, ad esempio, risolvere i problemi del Breda di Padova (buco di 22 milioni di euro) o quelli del Gris di Mogliano (23 milioni di buco). Probabilmente perché su queste questioni non si prendono voti ma si costruiscono le politiche per il futuro dei veneti, che è ciò che a me interessa visto che in pochi mesi ho portato a risoluzione il Breda (affidandone la gestione della casa di riposo con 106 ospiti all’Istituto per ciechi Configliachi di Padova) e sto avviando a risoluzione il Gris. Sugli stipendi dei commissari non accetto lezioni: le loro delibere prevedevano 4500 euro al mese più il rimborso spese la  deliberazione della Giunta Zaia su  mia proposta  ne prevede 1500 con rimborso compreso. Dati inoppugnabili che si possono verificare in un incontro pubblico, documenti alla mano, se i miei interlocutori dell’UDC vogliono. Ma non credo vorranno”.

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