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mercoledì, Febbraio 21, 2024
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Ogm. Due vittorie e tante battaglie: la soddisfazione di Slow Food Veneto

Gli assessori regionali all’agricoltura riuniti nella conferenza Stato Regioni, hanno respinto le linee guida di coesistenza tra colture convenzionali, biologiche e geneticamente modificate, con la votazione all’unanimità. Questo passaggio sancisce senza ombra di dubbio che l’Italia è e deve rimanere un Paese libero da Ogm, e apre uno scenario più ampio, Libero da Ogm. Grande merito di questa decisione importante lo si deve alla Task Force Italia Libera da Ogm, di cui Slow Food è parte. Roberto Burdese, Presidente di Slow Food Italia, commenta: «L’esito della Conferenza Stato-Regioni è una notizia positiva per gli agricoltori e i consumatori italiani. La strada che gli assessori hanno intrapreso oggi non lascia ombra di dubbio. Slow Food si mette a disposizione per collaborare con istituzioni, enti, organizzazioni e società civile per un’Italia libera da Ogm». Il Gip di Pordenone ha stabilito una multa di 25mila euro per Giorgio Fidenato – l’agricoltore friulano che ha piantato illegalmente mais OGM – e la distruzione del campo OGM di Fanna. Dopo le denunce, le analisi di laboratorio, le manifestazioni pubbliche, finalmente si è riportata la legalità in Friuli e si mettono le basi per porre fine a questa irresponsabile e assurda illegalità, che durava ormai da mesi. In Friuli tutto ha avuto inizio ad aprile, quando Fidenato si è autodenunciato per aver seminato, a suo dire, sei piante di mais OGM. In realtà sono stati seminati due interi campi con mais OGM (che in Italia è illegale). Ci è voluta un’intensa campagna della Task force per un’Italia libera da ogm, di cui è parte anche Slow Food Italia, per denunciare l’illecito e favorire una positiva (ancorché molto tardiva) conclusione della vicenda (con il ripristino della legalità).

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