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Inizia la ballata per la sede dell’Unesco. Su Villa Patt di Sedico chiedono spiegazioni i sindaci di Calalzo e Perarolo

Villa Patt
Villa Patt

Speravamo che la scelta della sede per la Fondazione Unesco tenesse in considerazione le peculiarità del territorio bellunese, quelle stesse che ci hanno consentito oltre un anno fa di essere proclamati Patrimonio dell’Umanità. Oggi invece i cittadini dell’Alto Bellunese si chiedono perché ancora una volta sia stata prediletta un’area, come quella di Sedico, che non ha bisogno di marketing territoriale “spinto” e che anche nell’opinione pubblica non rappresenta la Montagna. Premetto che i nostri municipi, Perarolo e Calalzo, non avevano offerto una struttura alla Provincia né si erano candidati per fregiarsi dell’ospitalità della sede Unesco, pur avendo oltre la metà delle proprie cime proclamate patrimonio dell’Umanità. La questione che oggi poniamo, anche nel nostro ruolo di Presidente e Assessore all’Ambiente della CM Centro Cadore, è di tipo comprensoriale, a tutela del marketing promozionale della parte alta della Provincia, quindi anche dell’Ampezzo e dell’Agordino, spesso sfavorita nelle logiche dell’assegnazione di benefici e comunque già da motivi logistici importanti.
Proprio alla luce di questo, crediamo sarebbe stato opportuno che la sede Unesco fosse collocata in una zona da rendere strategica in chiave di promozione e sviluppo, con un ragionamento nella direzione di un riequilibrio e non di meri e aridi costi di gestione o recupero. Questo si aspettavano gli abitanti dell’Agordino e del Cadore, gli stessi che oggi chiedono alla Provincia una spiegazione per una scelta francamente poco condivisibile. Non è una questione politica: per quanto ci riguarda l’assessore Alberto Vettoretto è un amico ed un amministratore che di recente ha più volte dimostrato la capacità di ascoltare le istanze dei sindaci del nostro comprensorio. Proprio per questo, anche alla luce della larghissima fiducia conquistata sedici mesi fa dal candidato Bottacin in Cadore, auspicavamo una scelta che esulasse da criteri economici o gestionali, e che riconoscesse la specificità dell’Alto Bellunese premiando quelle stesse montagne già tutelate dall’Unesco. Si sarebbe trattato di dare un segnale, investendo questa zona di prestigio e di opportunità di promozione e sviluppo per le genti agordine o cadorine. Per questo, oggi, chiediamo alla Provincia di spiegare ai cittadini i motivi della scelta di Villa Patt, che già noi sindaci non comprendiamo e che francamente sembra premiare poco la “vera” montagna, quella che attira nel Bellunese milioni di presenze turistiche l’anno.
Pierluigi Svaluto Ferro, Sindaco di Perarolo di Cadore
Luca De Carlo, Sindaco di Calalzo di Cadore
rispettivamente Presidente e Assessore all’Ambiente della CM Centro Cadore

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