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Stagione teatrale 2010-2011: sabato si apre la campagna abbonamenti

Sabato 2 ottobre si apre la campagna abbonamenti della Stagione Teatrale 2010/2011 per l’acquisto di nuovi abbonamenti di prosa, lirica e danza. La biglietteria sarà aperta presso il Teatro Comunale fino a sabato 9 OTTOBRE, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20 (dal lunedì al sabato, domenica 3 ottobre chiuso – INFO 0437-940349). Una nuova Stagione che vedrà la Fondazione proseguire la sua attenta politica dei prezzi, lasciando invariati i costi degli abbonamenti. Il cartellone curato da Daniela Nicosia vedrà l’esordio degli spettacoli di Prosa, sabato 23 e domenica 24 ottobre con l’Edipo Re di Sofocle nella straordinaria interpretazione di Franco Branciaroli ad un tempo Edipo, Giocasta e Tiresia, che, attorniato da un folto gruppo di attori, riesce a piegare le sue intonazioni vocali, donando intense sfumature ai tre personaggi principali. A seguire, il 27 e 28 novembre, il grandioso allestimento scenico de Il malato immaginario di Molière, che ci porta in un’epoca, il Seicento, connotata da riflessioni in ambito filosofico e scientifico che segneranno il pensiero moderno, con conseguente messa in discussione delle precedenti certezze sull’uomo e la sua collocazione nell’universo. La profonda rilettura di Gabriele Lavia, regista e interprete del capolavoro di Molière, sembra riflettere tutto ciò, trasformando il dramma dell’ipocondriaco Argante in quello di un uomo che ha più paura di vivere che di morire. Con la Medea di Euripide (l’11 e 12 dicembre 2010), cui Pamela Villoresi dona accenti di profonda toccante umanità, è invece la psiche di una donna ad essere divisa tra desiderio di vendetta e pietas per i figli. Medea umanamente cova il suo tormento, tra risolutezza e ripensamenti, mentre spietata compie l’atto matricida che è tragedia e rovina prima di tutto per se stessa. Ferocia e nudità dell’animo, seppur in tutt’altro contesto tragico, nella rigorosa interpretazione di Maria Paiato, dell’Erodiade di Giovanni Testori (8 e 9 gennaio 2011). Opera contemporanea questa, cui l’autore lavorò per circa vent’anni a partire dal 1967, inclusa, poi, nel Corpus dei Tre Lai, tre monologhi incentrati sulla vita di Cleopatra, Erodiade e la Madonna, figure femminili amatissime da Testori nelle quali si condensano i temi, a lui cari, della penitenza e dell’ascesi, nel non facile rapporto tra umano e divino. Il teatro canzone sarà presente nella Stagione con il testo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, E pensare che c’era il pensiero (22 e 23 gennaio 2011), con Maddalena Crippa, attrice amatissima dal pubblico bellunese. Un allestimento di grande eleganza, in cui le musiche dal vivo e un coro di importanti voci soliste, generano un flusso spontaneo della memoria, all’insegna del piacere del pensiero che accomuna l’interprete di oggi a quello di ieri. Uno spettacolo che tocca il privato, l’intimo, e si apre al sociale, in cui Gaber, espresse ed esprime oggi, grazie alla vibrante interpretazione della Crippa, tutta la sua capacità di interrogarsi sul presente. Ancora di scena il pensiero, in Filosofi alle primarie (5 e 6 febbraio 2011), un vero e proprio torneo di scacchi tra Platone e Protagora, Nietzsche e Ratzinger, in cui Giorgio Albertazzi, profondendo con generosità le sue energie sceniche, indulgendo in improvvisazioni all’insegna di tutta la sua cultura teatrale, trascenderà i limiti del palcoscenico, per coinvolgere gli spettatori in un’autentica gara filosofica. I presenti in sala sceglieranno di sera in sera, a quale sfida assistere e il confronto avverrà, al momento, sulle mosse degli scacchi, che rappresentano i paradigmi generali delle due concezioni filosofiche prescelte. Alla fine di ogni partita saranno ancora gli spettatori, grazie agli applausometri diffusi in sala, a decretare il filosofo vincitore. Nella commedia L’Oro di Napoli (19 e 20 febbraio 2011), di Giuseppe Marotta, da cui fu tratto il celebre film di Vittorio De Sica, con Sophia Loren, Totò ed Eduardo, è la vita dei bassi napoletani a farsi protagonista di uno spettacolo popolare e brillante, ambientato in una città, magica e seducente come le musiche del Premio Oscar Nicola Piovani, che accompagnano lo svolgersi della storia connotata da pillole di filosofia partenopea.  Sempre sul versante leggero, il capolavoro di Gino Rocca, Se no i xe mati, no li volemo (5 e 6 marzo 2011), narra di tre teneri vecchietti, superstiti di una goliardica associazione giovanile, che continuano a fare i mati al di là dell’evidenza, al di là del tempo trascorso, inseguendo un’impossibile giovinezza. Ed infine, Vestire gli ignudi (19 e 20 marzo 2011) di Luigi Pirandello – nell’imponente allestimento scenico, di assoluto rigore formale, dell’artista visivo Fabrizio Plessi che incastona l’intero boccascena con una cornice di televisori in bianco e nero – è la filosofia pirandelliana a prendere corpo in uno spazio metafisico, che ne è metafora, atto ad isolare dettagli e impudichi primi piani, come in un reality show, in cui persino il dolore diviene spettacolo. L’impianto asseconda il disegno della regia intento ad evocare, con drammatici simulacri della contemporaneità, la sempre attuale tematica metateatrale, dell’apparire che domina l’essere. Per la Lirica, con l’intento di valorizzare la memoria musicale della città, si è scelto di dare vita alla messinscena, per la prima volta in tempi moderni, del dramma giocoso di Antonio Miari La stanza terrena (sabato 6 novembre). Progetto, curato dell’eccellente musicologo bellunese Paolo Da Col, che consentirà il recupero del manoscritto autografo – conservato nel Fondo Miari della Biblioteca Civica di Belluno – la trascrizione e l’edizione del testo musicale e poetico, l’orchestrazione e la concertazione dello stesso. La seconda serata di lirica (sabato 18 dicembre) presenterà due intermezzi di Giovanni Battista Pergolesi e Domenico Cimarosa, La serva padrona e Il maestro di cappella. L’esecuzione musicale sarà curata, in questo caso, dai Sonatori de la Gioiosa Marca, artisti che da venticinque anni si dedicano alla musica antica con strumenti d’epoca. Per la Danza in apertura di Stagione sabato 4 dicembre sarà di scena l’Otello del Balletto di Roma, con il prezioso segno coreografico di Fabrizio Monteverde. Sul versante classico, Lo schiaccianoci (sabato 15 gennaio) con i danzatori del Teatro dell’Opera della Macedonia, interpreti di evidente qualità tecnica ed espressiva, per una favola danzata all’insegna del sogno, cui contribuiscono l’originalità e la bellezza dei costumi e delle scenografie. Per la danza contemporanea invece il ritorno di Aterballetto con Aterballetto Suite (sabato 12 marzo), per le coreografie di Mauro Bigonzetti. Prestigiosa compagnia di danza italiana che gode anche di ampi riconoscimenti in campo internazionale e che il pubblico bellunese ha largamente apprezzato lo scorso anno in Casanova. Rimangono invariati i costi degli abbonamenti. Prosa: euro 153,00 in platea e prima galleria centrale; euro 117,00 in galleria laterale; euro 81,00 in loggione. Lirica costo complessivo (Prosa+Lirica) di euro 193,00 in platea e prima galleria centrale; euro 150,00 in galleria laterale; euro 100,00 in loggione. Danza intero euro 50,00, ridotto (abbonati della Fondazione) di euro 40,00. Continua anche per la Stagione Teatrale 2010/2011 la promozione dedicata ai giovani fino ai 24 anni che al costo di euro 81,00 potranno assistere a tutti gli spettacoli della Stagione di Prosa e con euro 100,00 potranno avere la tessera Prosa+Lirica. INFO 0437-943303.

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