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Bond, fischi per fiaschi. Aveva dichiarato: “Solo completando l’alta velocità Milano-Venezia-Trieste saranno giustificati tutti gli investimenti già fatti su scala nazionale”. Per gli autori dello studio invece “Sarebbe più utile per la Regione avere servizi regionali e interregionali di qualità per i pendolari”

Precisazione relativa all’articolo “Bond: solo completando l’alta velocità Milano-Venezia-Trieste saranno giustificati tutti gli investimenti già fatti su scala nazionale” del 27 luglio 2010. Siamo gli autori dello studio pubblicato su laVoce.info   http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001824-351.html e citato il giorno 27 luglio dal consigliere regionale del Pdl Dario  Bond. Ci preme sottolineare come il senso del nostro lavoro sia stato completamente stravolto. In particolare abbiamo sostenuto che di tutte le linee AV esistenti, solo la Milano-Roma ha qualche senso economico in termini di costi che il paese nel suo complesso ha sostenuto e benefici goduti dagli utenti. Per le altre linee i numeri sono tali che risultano totalmente ingiustificabili: “Se da un lato le due linee contribuiscono infatti a “fare sistema” e creano una parte del traffico oggi esistente sull’asse centrale, dall’altro è evidente che il traffico che le utilizza è davvero troppo scarso per giustificare l’investimento. In particolare, la Torino – Milano rappresenta un grave insuccesso” sono le nostre parole nell’articolo originale e non ci sembra siano mal interpretabili. Quanto alla Milano – Venezia, non era oggetto dell’articolo, non essendo una linea in esercizio e non potendo quindi farne un bilancio. Le conclusioni dell’assessore sono quindi da considerarsi sue e non nostre. Tuttavia, se la nostra opinione fosse di interesse per i lettori, crediamo che sulla linea non manchi certo la domanda, ma questa domanda non è quella tipica dei servizi ad alta velocità, percorrendo in media un centinaio di kilometri. Sarebbe molto più utile per la Regione (e per il paese) avere o chiedere servizi regionali e interregionali di qualità per i pendolari, ove necessario anche attraverso interventi infrastrutturali mirati, e favorire la competizione sui servizi intercity a media e lunga distanza. Treni moderni e basse tariffe verrebbero in pochi anni da sé (e non nel 2020) e varrebbero molto più del cemento, degli enormi costi pubblici e del risparmio di mezz’ora di viaggio tra le città più lontane.

Paolo Beria
Raffaele Grimaldi
Marco Ponti
Dipartimento di Architettura e Pianificazione Laboratorio di Politica di Trasporti – TRASPOL
Milano, 29 Settembre 2010

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