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Taglia, cuci e manda a casa: si chiama Day surgery la riduzione del tempo di degenza sotto le 24 ore negli ospedali veneti. Coletto: “esempio di organizzazione virtuosa, sicura e attenta alla qualità ed al paziente”

Luca Coletto
Luca Coletto

Un intervento chirurgico eseguito in ospedale, ma con un tempo di degenza inferiore alle 24 ore, preferibilmente limitato alle ore diurne della giornata, mantenendo un adeguato livello di sicurezza: in questo consiste la Day Surgery, rispetto alla quale L’Agenzia Socio Sanitaria del Veneto, dopo un’attenta indagine pubblicata in uno dei suoi  “Quaderni”, dal titolo “federalismo fiscale – costi standard”, ha ipotizzato un modello di riconversione di parte dell’attività chirurgica di elezione in un regime più “leggero”, nella propria rete operativa regionale. Studi scientifici e l’esperienza dimostrano che si possono eseguire in Day Surgery oltre l’80% delle procedure chirurgiche attualmente effettuate in regime di degenza ordinaria. In definitiva per il Veneto i risultati dell’indagine documentano che il 43% dell’attività chirurgica annua dovrebbe essere erogato in regime ordinario, mentre, in linea teorica, il 42%, allo stato normativo di riferimento attuale, potrebbe essere risolto in Day Surgery (rispetto al  33% attuale). “Questo studio dell’Arss – sottolinea l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto – è uno strumento prezioso per l’imponente lavoro di rivisitazione dell’organizzazione sanitaria veneta che stiamo definendo e anche per quello che si andrà a fare con l’entrata in vigore del decreto sul federalismo fiscale e dei costi standard. Lo sviluppo di una day surgery moderna e sicura è infatti uno degli elementi attraverso i quali puntare alle indicazioni nazionali di 3.2 posti letto per acuti per 1000 abitanti e può favorire il contenimento dei costi da un lato e l’erogazione di un servizio migliore ai cittadini. E’ una sorta di organizzazione chirurgica d’avanguardia, che tra l’altro consente al paziente di evitare un sempre sgradito ricovero”. L’obiettivo finale è quello di coniugare elevati standard di qualità con una maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse disponibili. Secondo lo studio dell’Arss, i maggiori livelli di qualità ed economicità si potrebbero ottenere con un modello organizzativo di Day Surgery autonoma e “centralizzata”, dove risorse, sale operatorie, letti e personale sono dedicati in via esclusiva alla Day Surgery senza commistione coi percorsi dei pazienti ricoverati in regime ordinario, all’interno di un’unità operativa dove tutte le specialità di Day Surgery sono coordinate e organizzate. “La Day Surgery, secondo quanto emerge dal nostro studio -spiega il Direttore dell’Agenzia Antonio Compostella-, può consentire un contenimento dei costi di circa il 30% rispetto ai costi della medesima prestazione svolta in regime ordinario. Ma quello che è importante è il fatto che il livello di assistenza, per singolo paziente, risulta adeguato e spesso più qualificato e tempestivo rispetto a quello di una unità operativa ordinaria”. Così come l’organizzazione del lavoro in tutte le sue fasi risulta essere più snella, più coordinata, più efficiente, anche secondo il punto di vista del gradimento da parte dell’utente. Oltre all’aspetto economico, lo studio dimostra come la Day Surgery offra soprattutto un miglioramento in termini di servizio reso al paziente rispetto alle metodiche tradizionali. Per realizzare un centro di Day Surgery efficiente, sul piano economico e di qualità, questo dovrebbe trattare circa 10.000 pazienti l’anno.

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