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martedì, Gennaio 26, 2021
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Gestione degli Ato, servizio idrico integrato, in arrivo una legge ponte regionale

Maurizio Conte“La legge che andremo a definire per la nuova gestione del servizio idrico integrato potrebbe assumere la valenza di legge ponte, che mantenga l’attuale operatività degli ATO, in attesa che la normativa nazionale chiarisca alcuni passaggi, che oggi generano non poche incertezze di applicazione a livello locale”. Lo ha annunciato l’assessore all’ambiente della Regione del Veneto, Maurizio Conte (nella foto), nel corso del suo intervento al Master universitario “Regolazione dello sviluppo locale”, tenutosi all’Università di Padova e al quale sono intervenuti, tra gli altri, Stefano Fracasso, vice Presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale, Lamberto Toscani, Presidente della Confservizi Veneto e Lino Ravazzolo, Presidente ATO Brenta. Conte ha poi precisato che la cosiddetta legge Calderoli, prevede entro l’anno corrente l’abolizione degli ATO, affidando alle Regioni la competenza di provvedere ad una regolazione in materia di gestione dei servizi idrici e dei rifiuti. “L’ambito normativo nazionale – ha aggiunto Conte – soffre di una strutturazione talmente complessa e così poco coordinata, da determinare confusione sia negli operatori di settore, come pure nelle amministrazioni pubbliche. A questo vogliamo por rimedio con la nuova Legge regionale in via di redazione, che permetta di salvaguardare il  sistema regionale che cura i servizi fondamentali dell’acqua e dei rifiuti”. L’assessore ha poi ricordato che il Veneto nel luglio scorso ha presentato un ricorso di legittimità costituzionale per questioni di grave lesione sia delle proprie autonome prerogative organizzative, sia dei propri interessi ambientali. “Per come è formulata – ha spiegato Conte – la Legge Calderoli affida solo in teoria alle Regioni la competenza di provvedere ad una regolazione della materia, ma ciò appare nei fatti pesantemente difforme dalle sentenze costantemente espresse dalla Corte Costituzionale, che ha sempre cassato i tentativi di leggi regionali formulate con lo stesso scopo, dichiarando una riserva di esclusiva statale a riguardo della costituzione delle Autorità d’Ambito, della tariffa per i servizi acqua e rifiuti e della regolazione di settore. Le leggi richiamate dalla suprema corte non sono state cambiate e lo Stato avrà sempre l’ultima parola, togliendo ogni possibilità alle Regioni di dire la propria. Inoltre, – ha proseguito Conte – l’abolizione delle ATO porterà ad un annullamento della partecipazione diretta dei Comuni alle scelte strategiche in materia di Servizio Idrico Integrato e rifiuti, il che è contrario allo spirito della normativa regionale vigente, che riconosce, ad esempio per il Servizio Idrico Integrato, una fortissima autonomia decisionale agli Enti locali. Ebbene, al Veneto interessa molto poter decidere su queste delicatissime materie, dove, in particolare per quanto riguarda la gestione dell’acqua, riscontrano una fortissima sensibilità popolare. Auspichiamo in proposito – ha concluso Conte – che la discussione sul nostro ricorso  sgombri il campo da ogni dubbio e restituisca alla Regione una effettiva potestà di decisione e regolazione.”

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