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Occhialeria italiana: buono il primo semestre 2010. L’industria italiana dell’occhiale, fiore all’occhiello dell’ I-Style, registra finalmente un’inversione di tendenza

L’industria italiana dell’occhiale si sta riprendendo dopo un biennio particolarmente difficile. «Le piazze internazionali stanno nuovamente premiando il nostro settore, da sempre attento alle richieste e ai cambiamenti del mercato», afferma il Cav. Del Lavoro Vittorio Tabacchi, presidente di Mido, Anfao e – dal luglio scorso – di Eurom. La ripresa è dunque lentamente iniziata, e la maggior parte degli analisti ne è convinta. «Il peggio sembra essere alle spalle sia a livello globale sia nazionale» commenta Tabacchi, «e i dati dei primi mesi confermano che siamo tornati competitivi. Sicuramente per un settore come il nostro – aggiunge Tabacchi – che esporta oltre l’80% della sua produzione, è stato fondamentale il recupero della domanda mondiale, ma nella congiuntura, particolarmente negativa, è stata importante anche la capacità delle nostre aziende di fare sistema e di puntare su quegli elementi per noi storicamente distintivi: tradizione, stile, innovazione. Non dobbiamo poi dimenticare che l’espansione del commercio mondiale è sostenuta dalle economie emergenti e, quindi, sarà sempre più decisivo per le nostre aziende affinare la loro capacità competitiva e saper cogliere le opportunità provenienti da ogni mercato».
Miglioramento continuo
A dimostrazione di questo lento, ma continuo miglioramento parlano i dati dei primi sei mesi del 2010: l’export complessivo del comparto (lenti, montature e occhiali da sole) segna un +13,7% rispetto al periodo gennaio-giugno dell’anno precedente. Nel dettaglio, buona la ripresa delle esportazioni di montature (+7,4%) e, soprattutto, degli occhiali da sole (+16,6%). A far ben sperare che si stia concretizzando la risalita è poi l’andamento mensile in costante crescita. «Siamo di fronte al secondo trimestre consecutivo con variazioni positive», spiega infatti Tabacchi. Dopo un gennaio ancora timoroso e un febbraio piuttosto timido, la crescita successiva dell’export è sempre stata a due cifre. In questo clima favorevole la prudenza è comunque d’obbligo poiché le esportazioni restano in ogni caso ancora al di sotto dei valori pre-crisi (-7,6% rispetto al primo semestre 2008).
Geografia della ripresa
Le aree e i paesi di riferimento delle esportazioni italiane sembrano confermare l’andamento “cautamente” ottimista e l’occhiale da sole pare di nuovo essere l’elemento trainante dell’occhialeria italiana.
Nello specifico, per quanto riguarda l’export del comparto sole-vista, si registra: un +7,4% verso l’Europa – che conferma la sua leadership di area di riferimento con una quota di oltre il 54% dell’export; +22,3% verso l’America (Nord, Centro e Sud America) e un +25% verso l’Asia.
Da segnalare il netto recupero dell’export degli occhiali da sole negli Stati Uniti (+32% rispetto al primo semestre del 2009), da sempre primo paese d’esportazione per l’intero settore.
L’export torna poi a mettere a segno performance significative anche verso i paesi emergenti (come Brasile, Messico, Emirati Arabi e Arabia Saudita), a testimonianza di un quadro di ripresa dei mercati a livello globale e di una conseguente ritrovata capacità competitiva da parte delle aziende italiane.
In Asia promettenti segnali arrivano dal mercato coreano (Corea del Sud) dove nel primo semestre l’export del sole-vista ha fatto segnare un ottimo +44%.
In termini percentuali cenni incoraggianti di ripresa arrivano anche dall’export degli occhiali da sole in Russia (+9,5%), uno dei paesi in cui potenzialmente le opportunità di penetrazione per le aziende italiane sono ancora molto elevate, ma dove la crisi è stata più pesante (l’export italiano dell’occhialeria nel 2009 aveva perso quasi il 50% in valore).
Proprio da Mosca, alla prima fiera di settore dopo la pausa estiva, il Vicepresidente di ANFAO, con delega all’internazionalizzazione, Paolo Cannicci coglie segnali molto soddisfacenti: «in Russia, dove il prodotto italiano è tradizionalmente molto apprezzato, dopo la forte crisi registrata, negli ultimi mesi si può sensibilmente notare un rinnovato interesse per il nostro stile. La fiera di Mosca conferma la percezione di un mercato in ripresa e fa ben sperare per un mantenimento di questo trend anche grazie all’apprezzamento del rublo sull’euro che da inizio anno ha favorito le nostre esportazioni».
Il mercato francese
In Francia, secondo mercato di riferimento per l’occhialeria italiana con un peso di quasi il 15% e unico paese dove nel 2009 le esportazioni del nostro settore si sono sostenute (+3,5%), l’export del sole-vista ha segnato un +14% nei primi sei mesi del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009.
Anche il mercato francese, a pochi giorni da Silmo, la fiera parigina del settore, dove saranno presenti oltre 50 aziende italiane (l’8% del totale degli espositori) è quindi in fase positiva. «La fiera Silmo in programma la prossima settimana a Parigi», aggiunge Cannicci, «potrà essere l’occasione per le aziende italiane per tastare il polso di questa “rinascita”. Segnali incoraggianti arrivano anche dal distretto: il forte ridimensionamento sembra essersi arrestato, cresce il numero di aziende che sono tornate ad avere ordini a medio termine e le grandi stanno di nuovo iniziando a incrementare cautamente la propria forza lavoro. Sicuramente occorre guardare al futuro con prudenza, ma ci auguriamo che i segnali positivi che arrivano dal mercato e dalle aziende siano ancora più vivi e tangibili al prossimo Mido 2011 che si preannuncia pieno di novità e di importanti evoluzioni all’insegna del business e della comunicazione».
Punti di forza: competitività e innovazione
L’occhialeria sta lavorando per la propria promozione su un’unica idea: la qualità totale, non solo del prodotto, dunque, ma anche di tutte le fasi della produzione. «È la trasparenza nell’operare, unita alla cultura, all’estro creativo e alla raffinatezza italiana, il miglior strumento di affermazione della produzione dell’occhialeria sui mercati», spiega il Vicepresidente Cannicci. A tutto questo va anche aggiunta l’importante azione di promozione dell’occhialeria italiana a livello internazionale. L’associazione di categoria da sempre – e oggi più che mai – sostiene l’eccellenza della produzione italiana promuovendo ricerche di mercato mirate per le PMI, partecipando alle maggiori fiere internazionali e organizzando eventi per sostenere la produzione italiana in Italia e nel mondo.
Missione Eurom: più rappresentanza presso le istituzioni europee
Oltre alla promozione e al sostegno all’eccellenza italiana, in un mercato sempre più competitivo diventa fondamentale l’azione congiunta a livello europeo. Azione che passa anche attraverso Eurom, la Federazione Europea dell’Industria dell’Ottica, fondata nel 1958 a Bruxelles, proprio con l’obiettivo di rappresentarne gli interessi presso la Commissione Europea e le altre istituzioni comunitarie. A Parigi, durante Silmo, è in programma uno steering committee di EUROM convocato dal neopresidente Vittorio Tabacchi «I temi che ho voluto portare in agenda EUROM alla mia elezione saranno l’oggetto di questo incontro», annuncia Tabacchi, «la necessità di controlli più efficaci della vista per i conducenti di autoveicoli, la prevenzione solare, le visite ai bambini in età prescolare, la lotta alla contraffazione, la tutela della qualità, la maggiore rappresentatività presso le istituzioni europee. La nostra azione a livello comunitario prosegue su queste direttrici per far crescere ancora di più il settore in Europa e renderlo più forte a fronte della agguerrita competizione internazionale».

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