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martedì, Gennaio 19, 2021
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Democrazia parziale

Un consigliere di maggioranza poco tempo fa aveva riportato sulle pagine dei giornali una serie di critiche ed illazioni sul comportamento tenuto da me ed altri consigliere di minoranza in occasione dell’ultimo consiglio provinciale. In sintesi l’abbandono dell’aula sul tanto controverso punto del nuovo regolamento sulla caccia. Ricordo agli amici elettori che avevamo chiesto come minoranza di poter rinviare il solo punto in questione perché potesse aver luogo in un’aula consigliare possibilmente al completo (vista l’importanza e la delicatezza dell’argomento) ed eravamo pronti a discutere su tutti gli altri.
Ci avevano detto che erano state sentite le riserve di caccia e che tutti erano d’accordo su questo nuovo regolamento. Guarda caso dopo il rinvio e numerose prese di posizioni di cacciatori sulle pagine dei quotidiani vi è stato un nuovo incontro con i cacciatori per verificare che le parti fossero davvero d’accordo!
Sempre per non dimenticare che abbiamo il diritto di esercitare la democrazia, chiedo in occasione della conferenza dei capigruppo di lunedì scorso, ai sensi dell’art. 14 del regolamento del consiglio provinciale, che venisse ascoltato al prossimo consiglio un rappresentante del mondo ambientalista che avrebbe parlato a nome di tutte le associazioni presenti sul territorio (nome proposto dalle associazioni stesse).
Parto dal fatto che la legge n. 968 del 27 dicembre 1977 indica gli animali selvatici come patrimonio dello Stato ossia di tutti noi. Ma allora perché nessun rappresentante di questa parte di società (peraltro dai dati statistici maggioritaria perché trasversale) non è stata ascoltata nelle sue istanze? Questa diniego è un’occasione persa di democrazia. Rispetto a tale consigliere di maggioranza si evince una visione di democrazia molto lontana dalla mia. Se dal mio punto di vista infatti, democrazia significa confrontarsi in maniera aperta e sempre approfondita, non sbrigativa, per l’esponente della maggioranza significa invece sbarazzarsi dei punti scomodi da discutere per evitare che possano diventare “pericolosi” se trattati valutandone seriamente ogni aspetto. Mi dispiace che I.D.V. sia l’unica forza presente alla conferenza ad aver appoggiato tale richiesta e quindi purtroppo respinta. Sarà una discussione monca della voce di una larga parte di società. I.D.V. non è portavoce delle associazioni ambientaliste ma spesse volte si trova in simbiosi con le loro posizioni.

Angelo levis – Capogruppo I.D.V. consiglio provinciale

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