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lunedì, Gennaio 18, 2021
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Prolungamento A27: i nodi vengono al pettine!

Vorrei fare alcune considerazioni in merito alla riunione delle commissioni provinciali congiunte sul tema A27 di giovedì scorso.
Siamo finalmente venuti a conoscenza del tipo di osservazioni che l’ente provincia intende fare a tale progetto. Nel corso della riunione, ribadendo che l’amministrazione Bottacin ritiene il prolungamento della A27 coerente con gli indirizzi di pianificazione provinciale, i tecnici della provincia e gli assessori competenti ci hanno illustrato una serie di opere complementari, da intendersi come una serie di arterie di viabilità ordinaria, tangenziale e circonvallazioni ritenute opere coordinate con il prolungamento stesso. Queste proposte, che hanno lo scopo di alleggerire il traffico nei centri abitati, sono sostenute anche dall’I.D.V. sebbene in un contesto diverso. Il punto centrale che ci divide è la visione di una mobilità che secondo me considera il trasporto su gomma ormai insufficiente a garantire qualità ed economicità e senza dubbio con un impatto ambientale crescente.
Il punto però che più mi ha sorpreso positivamente è stata la proposta di cancellazione di parte dell’art.5 sugli “obblighi del concedente”, interventi di traffic calming. L’articolo, di fatto, come ha ammesso la stessa maggioranza, declasserebbe la S.S.51 di Alemagna a rango di viabilità comunale con ampie “zone 30” e limitazioni al traffico con la conseguenza che chi vuole spostarsi nel bellunese è obbligato a prendere l’autostrada a pedaggi onerosissimi.
Ancor di più mi trova soddisfatto la proposta di cancellazione di quella parte dell’art. 5 che impedirebbe di fatto alle amministrazioni locali di realizzare interventi di miglioramento dell’attività parallela e quindi del trasporto pubblico locale ma soprattutto della ferrovia.
Tali considerazioni fanno parte anche del pacchetto di osservazioni dell’I.D.V. La cosa interessante da notare è che, se accolte, di fatto verrebbe a mancare un elemento fondamentale del PEF (mancato flusso a seguito di dette limitazioni) che determinerebbe l’insostenibilità economica di questa proposta di finanza di progetto. Insomma come da tempo andiamo dicendo, quest’opera, così come proposta, non è la soluzione alle aspettative della nostra provincia.
L’I.D.V. continuerà a vigilare su eventuali cricche di palazzo a Venezia.

Angelo Levis
Capogruppo I.D.V. consiglio provinciale

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