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Agricoltura. Manzato: “L’area più penalizzata è quella della provincia di Belluno”

“Ci sono polemiche ragionevoli, che aiutano a migliorare le cose che non vanno, e quelle che servono solo a dimostrare l’esistenza in vita di chi le fa, perché probabilmente non ha altre motivazioni”. Lo ha affermato l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, in relazione alle rampogne di alcuni consiglieri regionali, uno dei quali sostiene che la montagna veronese è penalizzata nei contributi del Programma di Sviluppo Rurale, l’altro che vorrebbe azzerare e riscrivere i criteri di assegnazione dei contributi del PSR per i giovani agricoltori”. “Al primo ricordo semplicemente che i criteri di assegnazione sono oggettivi e li ha votati pure lui, quando era assessore, e sono stati analizzati minuziosamente dalla IV Commissione consiliare, che pure li ha approvati. Aggiungo anche che tutte le analisi condotte negli ultimi venti anni sul grado di svantaggio della montagna veneta rispetto alla pianura, anche quelli voluti da assessori veronesi, sono stati concordi nel ritenere che l’area più penalizzata è proprio quella della provincia di Belluno. Può non piacere, ma è così e lui lo sa bene”.
“Al secondo dico che proponga agli imprenditori agricoli di rinunciare alla liquidazione per rifare i conteggi. Ma in che modo? I criteri adottati evitano la distribuzione a pioggia su base territoriale o addirittura di PLV, che sarebbe la vera ingiustizia. Quella di privilegiare i giovani delle zone di montagna e delle aziende lattiero – casearie è stata una decisione unanime – ha ricordato Manzato – presa assieme a tutte le rappresentanze agricole. Il tavolo di cui parla c’è già e si chiama “Tavolo Verde”. Quest’anno abbiamo messo sul piatto 33 milioni di euro complessivi, per il nuovo insediamento, gli investimenti strutturali e dotazionali, la montagna e il lattiero caseario e siamo riusciti a dare una risposta positiva all’80 per cento delle domande presentate dai giovani agricoltori nelle zone montane o riferibili al settore lattiero caseario e al 54 per cento delle richieste formulate per la pianura, con una crescita sostanziale del numero e della percentuale dei beneficiari rispetto agli anni passati: in pratica 292 aziende condotte da giovani imprenditori su un insieme di 480 domande ammesse. Vedo che certi vizi faticano a venir meno e ancora una volta i campanili sembrano prevalere sulla visione globale”. “Quanto ai fondi insufficienti, è certo che è così: se ce ne fossero tanti per tutti saremmo tutti contenti. Ma proprio perché ce ne sono pochi dobbiamo fare delle scelte oculate. Fare politica e assumersi responsabilità amministrative – ha concluso Manzato – è cosa diversa dal fare i professori di matematica o i consiglieri di opposizione”.

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