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giovedì, Gennaio 28, 2021
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Da cacciatore non firmerò lo strumentale appello degli anticaccia, ma possono essere trovate soluzioni alternative all’apertura venatoria primaverile

Sono cacciatore; sono convinto dell’effetto calmierante della caccia in natura ora che l’ambiente è stato sconvolto dalla cosiddetta  ”civiltà”; ho le prove  di come i cacciatori amino il territorio molto più di tanti ipocriti che ogni tanto si svegliano con il prurito di vestire i panni di “Catone il censore” in fatto ambientale ; ho il sospetto che molte delle associazioni anticaccia siano al soldo di palazzinari e imprenditori vari a cui i cacciatori stanno sulle scatole in quanto utilizzatori ultimi di certi ambienti  e territori che potrebbero essere sottratti alla caccia e destinati a più proficue cementificazioni o altri redditizi scopi; sono certo della funzione sociale che la caccia svolge in favore della salute psichica e fisica di chi la esercita;  credo fermamente che la caccia, così come concessa oggi sia limitata e limitativa, ma ancora accettabile con le dovute correzioni e quindi sia impensabile una sua ulteriore riduzione nei tempi e nelle modalità di esercizio; sono in definitiva convinto che i danni che verrebbero causati dall’abolizione della caccia supererebbero di gran lunga i presunti vantaggi che ne vengono sbandierati. Quella del prolungamento primaverile alla selezione degli ungulati la ritengo però solamente un egoistico pretesto fine a sé stesso. Ogni  motivazione potrebbe trovare esaurimento nell’adeguamento numerico dei piani di abbattimento autunnali e nella selezione controllata dei soggetti anomali o malati eseguita nello stesso periodo. Stiamo certi che se ai cacciatori diciamo che possono prelevare dieci o venti capi in più, siano maschi che femmine o piccoli non sarà necessario attendere la primavera per  ottenere tale risultato, sarà infatti più facile uno sforamento per eccesso che per difetto e stiamo altresì certi che se, anche  per caso, un capriolo albino sfuggirà alla selezione autunnale, non verrà sicuramente messa a repentaglio l’integrità di tutta la stirpe provinciale.
Paolo  Bampo

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