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Passato e futuro a Col dei Mich: concluso il restauro dell’antico ballatoio e un impianto fotovoltaico

A Col dei Mich, in Comune di Sovramonte, ai piedi delle Vette Feltrine, appena fuori i confini dell’area protetta, il Parco ha acquistato un fabbricato rurale, sorto sulle fondamenta di un’antica torre di avvistamento. Una volta restaurato il fabbricato è diventato il ristorante “All’Antica torre”, attualmente gestito dalla signora Angelina Reato, che serve piatti preparati con prodotti locali, a marchio “Carta Qualità”. L’edificio ha un caratteristico ballatoio in legno, tipico delle nostre case rurali. Nel corso dei lavori di restauro, conclusi nel 2003, il “piol” era stato pulito e sottoposto a trattamento protettivo. Oggi la nuova funzione pubblica dell’edificio, il tempo trascorso e l’azione degli agenti atmosferici hanno reso necessario un intervento di restauro complessivo del poggiolo.
I lavori di recupero si sono conclusi nei giorni scorsi e sono stati condotti con particolari accorgimenti. Ad esempio sono state utilizzate tecnologie che impiegano solo legno (procedendo con innesti), scartando i moderni procedimenti riparativi che prevedono l’uso di sostanze chimiche e l’inserimento di barre di vetroresina o altro. Inoltre tutti i prodotti utilizzati per la pulizia e per la protezione degli elementi sono naturali e biocompatibili certificati. I lavori sono stati affidati dal Parco ad una ditta specializzata nel settore del restauro ligneo, la Righes Restauri di Feltre, che ha restituito al poggiolo l’antico splendore. Anche un semplice “piol” costituisce infatti un patrimonio culturale unico, soprattutto oggi, in un periodo in cui i segni del nuovo si vanno sostituendo, più che affiancando, alle tracce della storia, che rendevano leggibile e interpretabile il processo di colonizzazione del territorio, colori e forme della tradizione vanno scomparendo a scapito della qualità del paesaggio. Il territorio del Parco deve la sua particolare bellezza, oltre che ai caratteri dell’ambiente naturale, agli interventi dell’uomo che, nel corso del tempo, lo hanno profondamente modellato, connotando in modo unico questi luoghi. Per questi motivi il restauro di un ballatoio in legno non solo conserva un elemento storico, ma risponde all’esigenza di salvaguardare l’immagine del paesaggio tradizionale, senza trasformarla o banalizzarla. “Desidero ringraziare la Soprintendente, architetto Sabina Ferrari, e l’architetto Fernando Fiorino, Funzionario della Soprintendenza – ha dichiarato il Direttore del Parco, Nino Martino – per la fattiva collaborazione che hanno fornito all’Ente Parco in fase di progettazione e realizzazione del restauro; gli architetti Guido Fabbrica ed Eva Casanova, che hanno diretto il cantiere, e la ditta Righes di Feltre, che ha eseguito i lavori con una passione e una cura davvero encomiabili”. “Mantenere la memoria storica dei luoghi – ha dichiarato il Presidente del Parco, Benedetto Fiori – non significa imbalsamarli per sempre. In questo senso Col dei Mich è l’esempio perfetto del connubio tra conservazione e innovazione. Negli stessi giorni in cui abbiamo ultimato il restauro del ballatoio in legno abbiamo infatti concluso anche i lavori per dotare la struttura di un tetto fotovoltaico integrato nella copertura dell’edificio.” L’impianto, realizzato con tegole fotovoltaiche che ben si integrano nella struttura storica dell’edificio, ha una potenza di 3,3 Kw e fornirà l’energia elettrica necessaria per il funzionamento del ristorante. Si tratta di una ulteriore realizzazione del più ampio progetto “Parco Fossil Free”, che prevede l’uso di fonti energetiche rinnovabili in tutte le strutture del Parco: un’iniziativa partita ormai dieci anni fa e che vede il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi all’avanguardia in Italia nell’installazione di impianti che non utilizzano fonti di energia fossile.

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