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800 bambini di Auronzo, Lozzo, Lorenzago e Vigo senza pediatria di base. Da febbraio la Ulss n.1 annulla il conferimento dell’incarico di Pediatria. Intervento di Tatiana Pais Becher

Tatiana Pais Becher assessore
Tatiana Pais Becher assessore

“In qualità di assessore alle politiche per la famiglia del Comune di Auronzo di Cadore – scrive Tatiana Pais Becher in una nota –  , mi sento in dovere di intervenire sulla questione dell’annullamento dell’incarico di pediatra di base nel distretto n.1 – sub-distretto n. 2 (comuni di Auronzo, Lozzo, Lorenzago e Vigo), effettuato con la delibera n. 748 del 14-07-2010, a firma del Direttore Generale Ermanno Angonese. Vorrei soffermarmi su tre questioni:
1 Innazitutto mi chiedo come l’ULSS 1 abbia potuto annullare con una delibera ciò che era stato pubblicato nel Bur n. 34 del 23-04-2010: pubblicazione della Zona Carente di pediatra di libera scelta per il distretto in questione, scrivendo che vi potevano partecipare tutti i pediatri già iscritti nella graduatoria regionale, con l’attribuzione di 6 punti ai residenti nell’ambito dichiarato carente e 10 punti ai residenti nella Regione Veneto, evidenziando il fatto che venissero preferiti i pediatri già residenti in zona. Non esiste nessuna clausola che affermi l’impossibilità di partecipare all’assegnazione dell’incarico per un pediatra ospedaliero.
2 E’ la prima volta in Veneto che un’ULSS si rifiuta di procedere all’assegnazione dell’incarico, per il quale avevano fatto regolare richiesta due medici pediatri bellunesi, la dott.ssa Benedetta Mongillo, residente in
Centro Cadore, e la dott.ssa Elisabetta Bressan, residente a Belluno, entrambi inseriti nella graduatoria regionale. Mi domando con quale autorità il Direttore Generale dell’ULSS 1 possa decidere di lasciare il posto scoperto, con 800 bambini e le rispettive famiglie senza pediatra di base? Inoltre credo che prendere decisioni dall’alto, senza tenere conto delle esigenze del territorio e delle scelte lavorative dei medici
pediatri interessati al posto di pediatra di base, sia rischioso per tutto il sistema sanitario dell’alto bellunese, visto che nessuno può impedire a questi medici, ora impegnati negli ospedali di Pieve e di Belluno, di partecipare concorsi per posti di pediatra di base nelle ULSS limitrofe, lasciando
quindi scoperti sia ospedale sia distretto sanitario. 3 Le famiglie del Cadore degli 800 bambini rimasti senza pediatra di famiglia da febbraio stanno subendo disagi enormi: oltre ai problemi di rimanere a
volte in coda per ore per fare visitare un bambino in ospedale, si somma l’ingiustizia del pagamento del ticket richiesto per un semplice bilancio di salute, prima assolutamente gratuito. Ricordo che i bilanci di salute si eseguono mensilmente nel primo anno di vita e poi annualmente. Perché l’ULSS non garantisce l’esenzione dal pagamento del ticket per tutti questi bambini che erano esenti fino a pochi mesi fa?Perché si continua a parlare di aiuti alle famiglie, di politiche per evitare lo spopolamento della montagna,
di favorire l’aumento delle nascite, e poi a rimetterci sono sempre e solamente i semplici cittadini dei piccoli comuni di montagna? Continuiamo a parlare di spopolamento della montagna e di favorire la vita tra le nostre valli alpine, ma dobbiamo prima di tutto garantire l’assistenza ai bambini, alle famiglie e agli anziani affinché sia ancora possibile vivere e crescere i nostri figli dignitosamente tra le Dolomiti”.
Tatiana Pais Becher – Assessore alle politiche per la Famiglia Auronzo di Cadore

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