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Le “sfumature sfuggite” di Prade, preludio di una campagna elettorale di basso profilo. La replica del sindaco e la rettifica di Sommavilla

“L’opposizione suona la carica” titolano i giornali e dunque pensavo di trovare argomenti di spessore, novità, analisi. – scrive in una nota il sindaco di Belluno Antonio Prade –  Voglio dire: suonare la carica è preparasi a sparare ad alzo zero, magari con il cannone, attaccare per sfondare, cose di questo genere. Tra me e me ho anche pensato: vuoi vedere che è la volta buona che imparo qualcosa, che vedo una sfumatura sfuggita, che apprendo un concetto che merita. Invece ho letto alcune chicche che, quanto a profondità di analisi e di argomentazione, non ho parole. “Non ci sono più le segreterie e i partiti di una volta” (Attilio Sommavilla).
“Si sono sovvertite le regole della buona amministrazione” (Francesco Rasera Berna)
“A soffrire saranno soprattutto le frazioni…” (Roberto De Moliner)
Poi ho letto alcune falsità che la dicono lunga sull’approssimazione e l’indecenza (si, l’indecenza!!) che muovono le critiche della minoranza a questa Amministrazione. In particolare, il consigliere Sommavilla mi imputa la nomina dell’amico di un amico. A tacere della circostanza che Rudy Zerbinati – certo, persona che stimo e che conosco da anni (ma che è, una colpa?) – siede in Consiglio Comunale non perché mio amico ma perché eletto dai cittadini di Belluno, chiedo allo stesso Sommavilla di comunicare pubblicamente, a noi che non lo sappiamo, il grado di parentela che legherebbe Simone Favero, nuovo curatore di Oltre le Vette, con Rudy Zerbinati. Con una avvertenza che mi preme sottolineare da subito: siccome non c’è nessuna parentela, siccome non la troverà nemmeno con il lanternino, siccome si tratta, come dicevo prima, una affermazione disonesta e indecente, attendo le sue pubbliche scuse. E spero che il consigliere Sommavilla vorrà anche scusarsi, sempre pubblicamente, con lo stesso Rudy Zerbinati e con Simone Favero, il curriculum del quale, come anche tutti gli atti che riguardano la sua nomina, è a disposizione di qualsiasi cittadino voglia farne richiesta. Però sul giornale ho letto un grande silenzio. Ma quale è il progetto politico di questa minoranza, mi sono detto, quale l’idea di questi uomini che sono tre anni che criticano tutti i santi giorni senza produrre una idea? Quale il progetto della coalizione del tiramisù? A meno che, mi sono detto, le idee non siano quelle che ho letto sui giornali queste ultime settimane: l’autonomia come panacea di tutti i nostri problemi (ancora!!) e l’oltraggio, quasi l’intimidazione, a un giudice che si è permesso di dissentire dall’opinione di un autorevole uomo politico bellunese. Uomo politico, mi è parso, molto impegnato nel difendersi dal processo più che difendersi nel processo. Uomo politico – conclude Prade –  giova ricordare, sostenuto dalle stesse forze politiche di sinistra che oggi sui giornali impartiscono lezioni a destra e a manca”.
Antonio Prade
Sindaco di Belluno

Zerbinati e Favero non sono parenti. Le scuse del consigliere Sommavilla

Leggo le dichiarazioni alla stampa del primo cittadino dopo la conferenza stampa dell’opposizione. Mi si chiedono pubbliche scuse per aver sostenuto che Rudy Zerbinati sarebbe parente di Simone Favero e che il sindaco avrebbe proceduto alla nomina dell’amico dell’amico. Deduco che ciò derivi dalla lettura dell’articolo di uno fra i giornali presenti alla conferenza stampa. Ovviamente il mio ragionamento era più articolato, ma nell’occasione si riportano solo riassunti o parti del discorso. In ogni caso mi sono documentato ulteriormente e debbo convenire che quanto mi era stato detto non corrisponde a verità, nel senso che il rapporto di parentela non sussiste. In sé, non credo che ci si possa sentire offesi per l’indicazione di un rapporto di parentela, ma evidentemente per il fatto che ciò potrebbe essere il motivo della nomina, che sarebbe peraltro comunque legittima seppur criticabile. Non ho quindi difficoltà a scusarmi pubblicamente con gli interessati per aver indicato una loro insussistente parentela, la quale avrebbe potuto influire sulla nomina. D’altronde si tratta della prima volta in vita mia in cui mi capita di riferire una notizia non verificata e quindi penso che ciò deponga a favore della mia buona fede. In ogni caso il mio errore non giustifica le parole del sindaco, che sono e rimangono offensive, né, al di là del caso specifico, tantomeno giustifica l’operato del medesimo. Quanto infatti alle modalità ed ai criteri delle nomine sindacali, non mi resta che lasciare la parola ai membri della stessa maggioranza del sindaco che bene hanno spiegato le cose anche alla stampa.
Dr. Attilio Sommavilla

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