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domenica, Gennaio 17, 2021
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Sicurezza stradale. Chisso: fare di più, regole, consapevolezza, infrastrutture, e repressione

“Le statistiche alle volte tolgono significato al valore della vita umana. E’ il caso delle vittime della strada, che diventano numeri, per fortuna in calo, ma che sono e restano sempre troppe per chi si trova a subire una perdita grave ed improvvisa che interrompe una storia di affetti familiari senza che la ragione possa aggrapparsi ad una motivazione capace in qualche modo attenuare il dolore”. Lo ha ribadito l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, commentando l’approvazione alla Camera delle modifiche al codice della strada, che passano ora al Senato per il definitivo varo.
“Bene che il provvedimento sia passato in maniera bipartisan e l’auspicio è che l’approvazione definitiva arrivi al più presto, proprio perché la vita umana non è un numero e non si può monetizzare. E per lo stesso motivo – ha aggiunto Chisso – andiamo avanti anche sul versante di infrastrutturazioni definitive più sicure: nel Veneto abbiamo lavorato molto in questi anni, ma molto resta ancora da fare per eliminare tutte potenziali le cause strutturali di incidenti anche mortali”.
“Da anni portiamo avanti un programma di iniziative per rendere migliore la nostra viabilità, per supportare il trasferimento al ferro del traffico privato su gomma, per separare traffico locale da traffico di transito. Abbiamo investito sia nelle opere strategiche sia nella viabilità locale, trovando non di rado opposizioni. Per fare un esempio, vi sono opere come la nuova autostrada Romea e la circonvallazione di Vittorio Veneto, che sono essenziali per la sicurezza. E spesso coloro che si oppongono sono gli stessi che rimproverano la pericolosità dell’attuale viabilità, che non sempre è migliorabile in maniera drastica e definitiva. E allora facciamole, queste infrastrutture, e in fretta, realizziamo piste e percorsi protetti per l’utenza debole come sta facendo la Regione da anni, togliamo il traffico dai centri storici che sono i luoghi in assoluto più pericolosi”. “E soprattutto agiamo di più, molto di più, per instillare in tutti coloro che guidano un maggiore senso di responsabilità, che non significa solo evitare di prendere multe, magari per furbizia o fortuna, ma guidare con la consapevolezza che non è vero che gli incidenti capitano solo “agli altri”: anche noi siamo ogni giorno, ogni istante, in questa triste e difficile partita. E magari impediamo anche per sempre – ha concluso Chisso – che chi ha ucciso guidando in maniera irresponsabile possa tornare al volante”.

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