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domenica, Maggio 9, 2021
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Finozzi: il governo delle comunità montane sia affidato all’assemblea dei sindaci

“Nel disegno di riforma delle Comunità montane, accanto a una riduzione del loro numero e all’indicazione precisa di quali comuni ha senso ne facciano parte e quali no, vedrei bene un organo di governo formato dall’assemblea dei sindaci”. La proposta, dirompente, è stata lanciata dall’assessore regionale all’economia e allo sviluppo montano Marino Finozzi questa mattina a Venezia, a palazzo Balbi, nel corso della prima riunione della nuova legislatura della Conferenza permanente della montagna.
La Conferenza era stata convocata per discutere, tra le altre cose del testo della proposta di legge che, modificando la legge regionale 19 del 1992,  dovrebbe dare un nuovo assetto istituzionale delle comunità montante, con un riordino territoriale e normativo. “Con un’assemblea dei sindaci come organo di governo, la Comunità montana – ha spiegato Finozzi – sarebbe di fatto un consorzio tra i Comuni, codificato da una legge regionale. Si eviterebbe inoltre il caso, che oggi capita sovente, di una composizione di maggioranza e opposizione diverse da quelle dei comuni che compongono la comunità”. “Come Comunità montane non posiamo che ringraziare l’assessore Finozzi – ha detto Gianpiero Possamai, presidente della Comunità montana delle Prealpi trevigiane e consigliere regionale – per la convocazione a meno di due mesi dalla sua nomina ad assessore della Conferenza permanente sulla montagna. Usciamo da un periodo in cui il dibattito politico sulla montagna è stato monopolizzato dal tema della chiusura delle Comunità montane, alla ricerca di un consenso populistico immediato. Speriamo che questo periodo sia finito e questa giornata ci lascia ben sperare”. “I costi delle Comunità montane – ha ricordato l’assessore Marino Finozzi – incidono sul bilancio nazionale per lo 0,22%. Sono convinto della necessità di accorpare le Comunità montane e di snellire i loro organi, tuttavia dobbiamo anche tener presente che istituzioni forti e capillari, quando hanno competenze precise, sono un bene per il governo del territorio”. La finanziaria del 2010 ha disposto la cessazione del finanziamento statale alle Comunità montane, per questo, per far fronte alle contingenti problematiche finanziarie di questi enti, la Giunta regionale del Veneto ha previsto di aumentare per il 2010 il fondo per le spese di funzionamento delle 19 Comunità montane da 380.000 euro a 2 milioni di euro.

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