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domenica, Gennaio 17, 2021
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L’Archivio di Stato per la festa nazionale del 2 Giugno

Per la festa nazionale del 2 Giugno l’Archivio di Stato, partecipando all’iniziativa sollecitata dalla Prefettura di Belluno, collabora con l’Ascom per due allestimenti tematici nelle vetrine della libreria Tarantola in piazza dei Martiri e della nuova libreria Mondadori in via Mezzaterra. Verranno esposte copie di documenti d’archivio riguardanti la nascita della festa nazionale e la storia recente del tricolore italiano.
La prima celebrazione della festa nazionale si tenne già il 2 giugno del 1947, per volontà del governo, comunicata ai prefetti con telegramma del presidente del Consiglio De Gasperi. Era ancora vivo il ricordo del referendum di un anno prima, in cui gli elettori avevano ricevuto due schede, una per votare sulla forma dello Stato (monarchia-repubblica) e una per l’elezione dell’Assemblea costituente. Febbrili le attese dei risultati, grazie anche al diffondersi di voci contrastanti e incontrollate sull’esito del referendum, tanto che il questore di Belluno, preoccupato per i riflessi di ordine pubblico, ordinò il rafforzamento di cinque pattuglie di polizia, carabinieri e finanza nelle principali strade del centro città. Il risultato del referendum venne proclamato dalla Corte di Cassazione il 10 giugno e apre la prima “Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana”, pubblicata il 20 giugno 1946. La festa venne definitivamente introdotta con legge del 27 maggio 1949. Il tricolore italiano affonda le radici della propria storia in un passato lontano, essendo stato usato la prima volta il 27 dicembre 1796 a Reggio Emilia come bandiera della Repubblica Cispadana, o forse addirittura prima. In seguito, con lo stemma di casa Savoia al centro, divenne lo stendardo ufficiale del Regno d’Italia dal 1861 al 1946. Il primo provvedimento di legge della Repubblica italiana, all’indomani della proclamazione dei risultati del referendum, dispone che la nuova bandiera nazionale sia lo stesso tricolore, ovviamente privo dello stemma sabaudo; e tale scelta viene confermata dall’art. 12 della Costituzione.
Per evitare difformità cromatiche, con decreto del 2006 vengono fissati i “codici Pantone tessile” dei tre colori, verde, bianco e rosso, della bandiera della Repubblica. “Il tricolore  – disse Carlo Azeglio Ciampi – non è semplice insegna di Stato. È un vessillo di libertà, di una libertà conquistata da un popolo che si riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di fratellanza, di uguaglianza, di giustizia, nei valori della propria storia e della propria civiltà”. I documenti originali saranno esposti, sempre a cura dell’Archivio di Stato, all’interno del palazzo della Prefettura in occasione del ricevimento istituzionale del 2 giugno.

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