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Toscani: “Olimpiadi 2020 a Roma? “Impensabile che sia il Nord a pagare le scelte centralistiche”. Peccato che un anno e mezzo fa sia stato proprio il governo Berlusconi con il voto della Lega a ripianare il bilancio del Comune di Roma con 500 milioni di euro

Matteo Toscani
Matteo Toscani

Il vicepresidente del Consiglio regionale Matteo Toscani ha commentato in una nota la scelta del CONI di mandare avanti la candidatura di Roma per le Olimpiadi 2020. “Siamo amareggiati e delusi, soprattutto per l’esclusione del progetto di Venezia che accanto a strutture ecosostenibili contemplava anche una maggiore razionalità di costi e benefici per il territorio”. “Ci aspettiamo – dichiara Toscani – che semmai nel 2013 i Giochi fossero assegnati a Roma, non si venga a chiedere agli Italiani di sobbarcarsi in qualsiasi modo i costi di un’operazione molto più onerosa di quanto sarebbe stato il progetto di Venezia. Anzi, nell’ottica federalista che stiamo intraprendendo, sarebbe correttezza che ogni finanziamento alle Olimpiadi arrivasse dalla Regione Lazio e dall’amministrazione di Roma, città che più rappresenta il centralismo. Credo che in questo modo ognuno dovrebbe assumersi la responsabilità delle entrate ma soprattutto delle uscite, perché ne risponderebbe personalmente ai cittadini”. Eppure non è passato molto tempo da quando l’onorevole Francesco Laratta s’indignava e chiedeva conto in Parlamento dell’assegnazione di un “contributo a fondo perduto di 140 milioni di euro per il comune di Catania e di 500 milioni di euro per il comune di Roma, attingendo le relative risorse dal fondo statale per le aree sottoutilizzate. Si tratta di una manovra che danneggia fortemente le aree deboli del Paese, un’operazione decisamente incomprensibile e assolutamente inaccettabile. Infatti, nonostante da anni si parli della necessità di programmare adeguatamente le risorse destinate allo sviluppo, il Governo, col decreto-legge n. 112 del 2008, ha deciso unilateralmente e senza alcun confronto con le regioni di tagliare le risorse già destinate ad opere pubbliche di rilevanza strategica nel Mezzogiorno. Il CIPE ha letteralmente scippato dal fondo statale per le aree sottoutilizzate 640 milioni di euro per coprire i buchi di bilancio di amministrazioni comunali, quali Roma e Catania”. E tutto fa pensare, che nel Bel Paese le Olimpiadi di Roma, qualora fossero assegnate, saranno come un film già visto, con leghisti che al nord parlano una lingua e in Parlamento eseguono l’ordine. Sono gli effetti collaterali della Legge elettorale Porcellum, per ritornare in Parlamento si deve innanzitutto ubbidire.

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