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giovedì, Agosto 11, 2022
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Quattrocento firme contro la croce di Dozulè sul Serva

Prosegue l’azione dei Radicali bellunesi e del Comitato libero Serva contro la croce di Dozulè. “Giovedì 6 maggio sono state spedite al sindaco di Belluno e al presidente del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi le 400 firme raccolte contro la croce sulla Croda del Sal al Monte Serva – comunica in una nota il Comitato, con l’appoggio dei Radicali – . Al presidente del Parco abbiamo fatto notare che nonostante la croce sia all’esterno dei confini del parco cioè alle porte del parco, quel plinto di cemento è come un portaombrelli fuori dell’uscio di casa ma che quella croce non è un semplice e utile ombrello. Al sindaco di Belluno chiediamo che interceda perché quella croce venga rimossa, possibilmente da coloro che l’hanno istallata a spese loro e inoltre chiediamo che, visto che ha difeso l’opera a spada tratta, che si faccia portavoce di questo gruppo di sconosciuti sedicenti “giovani cattolici bellunesi” e che renda pubbliche tutte le autorizzazioni e i permessi che corredano la struttura perché ad oggi non abbiamo ancora ricevuto risposta alla segnalazione, tramite raccomandata e corredata di foto, che è stata fatta all’ufficio edilizia in data 16 marzo, nella quale segnalavamo l’assenza di cartelli e recinzioni nel cantiere e nemmeno abbiamo avuto risposta positiva (solo un rinvio ad organi superiori) sulla richiesta di visura fatta in data 5 aprile, via e-mail tramite modulo apposito del sito internet dell’ufficio edilizia, delle pratiche edilizie relative alla struttura. Attendiamo poi ancora di sapere a quale titolo è stato utilizzato l’elicottero della forestale per istallare la croce e chi ne ha chiesto l’utilizzo e a tal proposito infine riferiamo che, alla segnalazione fatta al CFS in data 30 marzo (prima che posizionassero la croce) nella quale evidenziavamo che il sito interessato è zona protetta dalla Comunità Europea e chiedevamo delucidazioni sull’utilizzo dell’elicottero, abbiamo avuto la cortese risposta dal capo del Comando di Belluno, in data 9 aprile (dopo il posizionamento della croce) nella quale il CFS prende atto della segnalazione ed esclude che sia stato utilizzato un mezzo della forestale per la posa del plinto di cemento. Il Comitato Libero Serva – conclude la nota – nel ribadire la richiesta a nome di moltissimi cittadini della provincia, che quella croce venga rimossa da coloro che l’hanno posizionata e a spese loro, si rammarica del fatto che la politica bellunese di destra e di sinistra sia fatta solo di polemiche per alimentare chiacchiere, con l’intento celato di non venire a capo di niente, nemmeno una pratica edilizia, se c’è, di una brutta croce in un bel posto come il Monte Serva”.

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