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domenica, Settembre 27, 2020
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Cortina protagonista del 58mo TrentoFilmFestival

Successo per “L’Alfabeto rubato a Lino Lacedelli” di Andrea Gris e Alessandro Manaigo e per “Rosso 70. Storie e memorie di 70 anni di alpinismo degli Scoiattoli di Cortina” di Francesco Mansutti e Vinicio Stefanello proiettati sabato – uno dopo l’altro – al Cinema Modena. A dar loro il benvenuto, il Presidente del TrentoFilmfestival Egidio Bonapace. Sarebbe dovuta essere una grande festa per Cortina e per gli Scoiattoli la partecipazione del film del “settantesimo” al Festival del cinema della montagna. Ma alla presentazione di sabato 1 maggio – cui ha voluto prendere parte il Presidente del TrentoFilmfestival Egidio Bonapace – solo un minuto di silenzio, per ricordare Marco Da Pozzo e tanta commozione per colui che “è salito alla vetta più alta”.
Cortina d’Ampezzo ha partecipato con la dignità che l’ha sempre contraddistinta proprio nei momenti coralmente più difficili alla 58esima edizione del TrentoFilmfestival.
Sabato sono stati proiettati uno dopo l’altro “L’alfabeto rubato a Lino Lacedelli” e “Rosso 70. Storie e memorie di 70 anni di alpinismo degli Scoiattoli di Cortina”.
La Commissione di selezione del TrentoFilmfestival, dopo aver visionato le oltre 300 opere presentate, ha inserito anche “L’Alfabeto rubato a Lino Lacedelli” (regia di Andrea Gris, montaggio di Alessandro Manaigo) nel catalogo ufficiale di questo 58esimo appuntamento. Realizzato per la prima edizione di “Cortina inCroda” – manifestazione ampezzana dedicata alla cultura della montagna – il film, iscritto all’interno della sezione Alp&Ism, concorre all’assegnazione di uno dei Premi Speciali. «Una vera e propria dedica a Lino Lacedelli, costruita con materiale recuperato da tutte le ultime interviste che il grande Lino rilasciò prima di abbandonarci – racconta il regista Andrea Gris – uno speciale tributo che ha colpito la commissione esaminatrice e che non potrà passare inosservato agli occhi pubblico, già commosso in occasione della prima visione durante “Cortina inCroda” ». Un Lino inedito e davvero eccezionale, per ripetere un aggettivo che egli amava moltissimo, descrive la sua vita fuori dagli schemi delle solite interviste e chiacchierate. Un alfabeto rubato perché messo insieme cercando dichiarazioni esclusive che raccontassero, senza date o altro, l’essenza di grande uomo. Cresciuta assieme a quella di una grande località.
Applauditissimo dalla sala, “Rosso 70”, un film realizzato con grande passione dai padovani Francesco Mansutti e Vinicio Stefanello per celebrare i 70 anni di vita di uno dei più straordinari gruppi alpinistici a livello internazionale. Dedicato alla Guida alpina Angelo Dibona, simbolo degli uomini dal maglione rosso, la pellicola indaga il valore umano e affettivo del celebre sodalizio ampezzano. Un film carico di dettagli poetici e leggendari, i dettagli di una storia e di un territorio che era necessario raccontare anche dall’altra parte delle Dolomiti. Un docu-film, quindi, che trasforma l’avventura in favola, mettendo perfettamente a fuoco le magiche emozioni di 70 anni di arrampicate, di vita ma, soprattutto, di amicizia.
Foto di gruppo prima dell’inizio della proiezione: da sinistra, Vinicio Stefanello e Francesco Mansutti, registi di Rosso 70. Al centro Mario Dibona e Egidio Bonapace. Quindi Andrea Gris e Alessandro Manaigo, rispettivamente regista e produttore di “L’alfabeto rubato a Lino Lacedelli”.

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