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sabato, Giugno 19, 2021
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Visita a Belluno dell’assessore regionale Marino Finozzi. Bottacin: “Non era mai accaduto che 5 dirigenti regionali si recassero a Belluno”. Forse perché non era mai accaduto che Belluno rimanesse senza assessore regionale!

Devoluzione di alcune funzioni amministrative, turismo, sostegno all’imprenditoria, all’agricoltura, agli impianti a fune, attenzione alle specificità del territorio: a meno di due settimane dalla formazione delle nuova Giunta regionale, l’assessore con delega alle Funzioni amministrative per la Provincia di Belluno, Marino Fìnozzi, porta a Belluno un pezzo di amministrazione regionale per dialogare direttamente con l’amministrazione provinciale, con le categorie economiche e con le rappresentanze sindacali. “Saremo qui tutte le volte che sarà necessario. Per Belluno abbiamo individuato nel presidente della Provincia l’interlocutore privilegiato per la Regione del Veneto. Nominare un commissario non avrebbe senso e sarebbe un costo non necessario per la comunità. E’ la scelta che mi pare più adatta per questo territorio dove ci sono 69 Comuni tutti montani. Per altri territori come quelli nel vicentino o nel veronese dove le aree montane sono solo una parte del territorio provinciale, i nostri interlocutori saranno invece le comunità montane o i sindaci”.Il presidente della Provincia di Belluno Gianpaolo Bottacin ha sottolineato che non era  mai accaduto che cinque dirigenti regionali si recassero di persona a Belluno tutti insieme. Così come non era mai accaduto che su dodici assessori regionali non ve ne sia uno bellunese. E dunque il presidente Bottacin fa buon viso a cattivo gioco. Sostenuto da Finozzi che dice : “Abbiamo risposto in tre giorni alla richiesta di incontro rivolta dalle categorie economiche bellunesi al presidente Luca Zaia, perché  vogliamo sviscerare i problemi e far sì che i provvedimenti adottati a Venezia siano adatti o adattabili anche alle esigenze di Belluno”.  Tra i dossier trattati nel corso dell’incontro ci sono la devoluzione di alcune funzioni amministrative, le esigenze delle aree di montagna nella predisposizione della nuova legge sul turismo, l’adeguamento dei provvedimenti legislativi per gli impianti a fune – da intendere come servizio e non solo come attività economica – e la necessità di strutture sovracomunali di coordinamento quali le comunità montane. “Non è che il fatto che ci fosse un assessore dormiva a Belluno – ha detto Finozzi ai rappresentanti delle categorie economiche – abbia cambiato le sorti del bellunese negli ultimi vent’anni. Sono un uomo di montagna e voglio affrontare con serietà i problemi del bellunese”. Una frase che non è certo un complimento per i politici bellunesi che hanno ricoperto il ruolo di assessore regionale negli ultimi anni come Oscar De Bona e Floriano Prà. Staremo a vedere se l’azione di Finozzi lascia il segno…

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