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venerdì, Gennaio 22, 2021
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Maroni consegna le Medaglie al Merito civile ai familiari di Stefano Da Forno, Dario De Filip, Fabrizio Spaziani e Marco Zago. Fredda l’accoglienza al ministro leghista, da una città leghista, di una provincia leghista, di una regione leghista

Si è tenuta oggi pomeriggio (venerdì 16 aprile) alle ore 16, al Teatro comunale di Belluno, la cerimonia per la consegna delle Medaglie d’Oro al Valor Civile alla memoria di Stefano Da Forno, Dario De Filip, Fabrizio Spaziani e Marco Zago, i professionisti di Falco, l’elicottero del Suem 118, precipitato il 22 agosto 2009 durante un volo di ricognizione a Rio Gere, dopo un intervento sul Monte Cristallo (Belluno). La cerimonia, organizzata dalla Prefettura, Provincia e Comune è stata condotta da Barbara Paolazzi e si è aperta con uno struggente “Signore delle cime” del Coro minimo di Belluno. Sono intervenuti nell’ordine, il sindaco di Belluno Antonio Prade che riferendosi all’incidente ha parlato di «una tragedia non solo personale, ma pubblica, di tutto il Bellunese», quindi il presidente della Provincia Gianpaolo Bottacin che ha sottolineato come in montagna «salvarsi e salvare, e vivere, non è scontato. Come non è scontato il rumore delle pale dell’elicottero dei soccorsi». Ed ha concluso dicendo che «quell’elicottero oggi c’è ancora e quegli eroi volano per sempre nei cieli di Belluno». E’ stato quindi il turno del neo presidente della Regione Veneto Luca Zaia: «qualcuno dice che il legame del dolore è più grande del legame della felicità» ha detto il neo governatore del Veneto, ed ha parlato dello straordinario apporto del volontariato che nella nostra Regione coinvolge una persona su 5. L’intervento conclusivo è stato del ministro dell’Interno Roberto Maroni. Anche lui ha messo in risalto la solidarietà e l’amore per il prossimo «che accomuna tutti gli operatori siano essi professionisti o volontari. E grazie ai quali oggi possiamo vantare uno dei sistemi più efficienti al mondo, articolato nei territori». Maroni ha portato anche il saluto del capo dello Stato. Si è passati quindi al momento solenne della consegna delle Medaglie d’Oro al merito Civile che il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha consegnato ad Anita Feltrin Da Forno mamma di Stefano, Paola Dal Pont De Felip vedova di Dario, il piccolo Giacomo Spaziani figlio di Fabrizio, e Barbara Mitri Zago vedova di Marco. Per ragioni di sicurezza, l’accesso al Teatro Comunale era stato riservato alle autorità, alle rappresentanze coinvolte, ed ai famigliari dei quattro uomini tragicamente scomparsi. In platea erano presenti i parlamentari bellunesi Gianvittore Vaccari, Franco Gidoni, Maurizio Paniz, Maurizio Fistarol il prefetto di Belluno Carlo Boffi, il vescovo monsignor Andrich e una rappresentanza della Città di Frosinone da dov’era originario Spaziani. All’esterno era stato predisposto un maxi-schermo per consentire a tutti di seguire la cerimonia. Che ha mantenuto il carattere sobrio, come imponevano le circostanze. Ma non si può far a meno di osservare come nella Belluno leghista, di una Provincia a presidenza leghista, di una Regione anch’essa a presidenza leghista, l’accoglienza al ministro dell’Interno leghista Maroni e al presidente leghista della Regione Veneto Zaia sia stata a dir poco fredda. Un silenzioso rispetto per la commemorazione ai quattro professionisti del Suem, ha trattenuto la rabbia che c’era nell’aria per la recente vicenda politica: una Belluno dimenticata dalla Regione Veneto, dove su 12 assessori non ce n’è uno bellunese. Grazie Maroni, grazie Zaia d’essere intervenuti.

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