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Crescono i volontari nell’associazione Fa-Famiglie aperte, Famiglie affidatarie

Aumentano gli iscritti all’Associazione Fa-Famiglie aperte, famiglie affidatarie e adottive di Belluno. Lo annuncia la presidente Gabriella Bortoluzzi, nel bilancio del secondo anno di guida del sodalizio. Nel 2009 i soci sono aumentati da 35 a 53 e tra questi ci sono persone nuove e operative sul territorio, ma anche persone che già stavano già seguendo un minore o aiutare famiglie in difficoltà. Positivo anche il bilancio delle attività: a fine 2009 erano 7 le famiglie seguite dall’associazione in provincia di Belluno, per un totale di 11 volontari. Un bisogno si è esaurito, uno si è interrotto, ma si sono aggiunti 3 nuovi casi. La maggior parte delle richieste di aiuto è arrivata dalla città di Belluno, ma i volontari operano anche a Mel, Cesiomaggiore, Sedico, Ponte nelle Alpi. L’intenzione, per la presidente Bortoluzzi, è di arrivare a coprire tutta la provincia, con un referente in ogni Comune. Tra le molte iniziative portate avanti lo scorso anno, “l’operazione visibilità” per far conoscere l’associazione in tutta la provincia di Belluno mediante incontri sul territorio, l’allestimento di gazebo alla Fiera di S. Martino a Belluno, nei mercati settimanali e in altre manifestazioni. Dal settembre 2009 FA è iscritta al Registro Regionale delle organizzazioni di volontariato dopo aver in parte modificato ed integrato lo statuto, aggiungendo la voce “Famiglie Adottive”. L’associazione è anche stata invitata al tavolo territoriale per la protezione e la cura della Ulss 1 e questo ha portato visibilità presso gli operatori istituzionali per un lavoro comune ed è stato rinnovato il protocollo d’intesa con la Ulss 1 di Belluno per la divulgazione del concetto di famiglia affidataria. L’attività si è anche concretizzata negli incontri con i responsabili dei centri affido Casf delle Ulss 1 e 2 per iniziare un lavoro di coordinamento delle poche risorse economiche e delle molte risorse umane, per intervenire in modo veloce su alcuni casi non gravi di famiglie in difficoltà. “Abbiamo visto – sottolinea Gabriella Bortoluzzi – con quanta più semplicità e disponibilità si avvicinano all’associazione coloro che vogliono dedicare un po’ del loro tempo ai bambini, senza sentirsi controllati dalle istituzioni. E questo approccio, che permette di iniziare l’attività appena viene segnalata una richiesta, dà immediato sollievo alla famiglia in difficoltà ed impedisce l’aggravarsi di situazioni che potrebbero portare nel breve o lungo termine ad un affido istituzionale”. L’associazione Fa continua ad operare anche nel 2010 nella sede offerta dal Consultorio Ucipem in via Flavio Ostillio a Belluno. “La mia speranza per il 2010 – conclude la presidente Gabriella Bortoluzzi – è che la partecipazione alla vita associativa divenga ancor più sentita di quanto lo sia oggi, aumentando i risultati, anche piccoli, che già adesso si vedono. I cui effetti matureranno oltre la nostra presenza nelle famiglie che seguiamo”.

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