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sabato, Ottobre 24, 2020
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La proprietà collettiva del Veneto forma il suo nuovo direttivo e dice stop alle speculazioni economiche sull’idroelettrico da parte di società private

Il Coordinamento del Veneto della Consulta Nazionale della Proprietà Collettiva – l’associazione che riunisce le Regole del Bellunese e molte altre terre civiche del Veneto – si è riunito in assemblea lo scorso 19 marzo, presso la sede della Magnifica Comunità a Pieve di Cadore, sede ufficiale della Consulta medesima. Erano presenti venti delle trentasette proprietà collettive associate, per lo più rappresentanti delle antiche istituzioni territoriali dette “Regole”, diffuse in tutto l’alto Bellunese. I presenti hanno discusso varie problematiche relative al mondo della proprietà collettiva, soprattutto con l’attenzione rivolta alle comunità di montagna, oggi in fase di ricostituzione in molte vallate e attente alla riscoperta dei valori di una tutela autonoma del territorio da parte delle comunità locali. Complessi i rapporti con la Regione Veneto, con la quale la Consulta ha avviato un tavolo di intesa per risolvere questioni burocratiche legate al difficile “inquadramento” delle realtà regoliere, a metà strada fra i soggetti pubblici e quelli privati. L’Assemblea della Consulta si è quindi soffermata sull’analisi delle problematiche relative al settore idroelettrico, oggi al centro di interessi da parte di società private, attirate in montagna dalle opportunità di investimento sui torrenti alpini per uso dell’acqua nella produzione di energia idroelettrica. Le comunità regoliere si sono schierate compatte nella difesa degli interessi collettivi locali, attraverso azioni legislative, legali e politiche volte a frenare la speculazione economica di società private provenienti dall’esterno, puntando invece sulla progettazione in proprio degli impianti che le comunità ritengono interessanti. Il settore delle energie rinnovabili, e le agevolazioni economiche offerte oggi dallo Stato e dal mercato, possono essere, infatti, ottime opportunità di introito per le istituzioni regoliere, vista la crisi in corso del mercato del legname: garantire alle Regole maggiore autonomia economica significa assicurare loro più risorse per lavori sul territorio (malghe, strade forestali, sentieristica, miglioramenti boschivi, ecc.), attività che poi hanno un vantaggio per l’intera comunità. La Consulta ha riconfermato alla presidenza del Coordinamento Veneto il rappresentante delle Regole Ampezzane, Stefano Lorenzi, che nel marzo 2007 ne è stato il fondatore. Gli si affiancano, nel Direttivo Regionale, Lorenzo Nicolai delle Regole di Selva di Cadore e Valentino de Bolfo della Regola di S. Nicolò Comelico. Supplente è stato nominato Antonino Da Rin Zanco della Regola di Vigo di Cadore.

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