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I giovani imprenditori bellunesi all’assemblea nazionale. Franceschi: “Impegnati a costruire un sistema a misura della piccola impresa e dell’azienda familiare”

Anche una delegazione del gruppo bellunese, guidata dal presidente Renato Franceschi, ha partecipato nei giorni scorsi all’assemblea nazionale dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, tenuta a Firenze e centrata sul tema “Impresa 2.0: la persona il vero capitale”, ovvero la capacità di un modello produttivo fondato sull’uomo e la famiglia, che ha saputo tenere di fronte alla crisi e ora si propone come espressione della ripresa con nuovi valori. Nei due giorni di lavori, l’assemblea nazionale ha spaziato sui temi cruciali del momento: crisi, credito, fisco, burocrazia, questione made in Italy, nel cui dibattito sono intervenuti massimi esponenti del Governo e dell’opposizione. Di fronte alle difficoltà vissute nello scorso anno, non ha usato mezzi termini il presidente nazionale dei Giovani imprenditori di Confartigianato, Marco Colombo, affermando “Il costo della crisi è pagato dai giovani. Noi giovani imprenditori di Confartigianato siamo pronti a reagire alla crisi”. Ma si è anche chiesto “La politica crede davvero nelle nuove generazioni?”.
Per ritrovare la strada dello sviluppo i Giovani artigiani hanno chiesto con forza di ripartire dal modello di piccola impresa. “Non solo a parole o con interventi spot – ha ribadito il presidente nazionale – ma con una politica organica che dia attuazione al principio enunciato dal Governo: ‘ciò che va bene alla piccola impresa va bene al Paese. Serve un impegno concreto per investire sui giovani e sulla loro voglia di fare impresa”.
Crisi e stretta creditizia non minano, comunque, la fiducia che i giovani capitani d’impresa ripongono nella propria attività e nel fare fronte comune con altri colleghi imprenditori: infatti, per migliorare l’affidabilità dell’azienda sul mercato, il 36% dei giovani imprenditori ha puntato sulle aggregazioni e sulle reti d’imprese. Le strade per uscire dalla crisi passano, secondo le priorità indicate dai giovani artigiani, attraverso la riforma fiscale, le semplificazioni burocratiche, la difesa del made in Italy e soprattutto attraverso il principio sancito dall’Unione Europea dello small business act: pensare al piccolo, prima di tutto.
“Tutte le azioni messe in campo nell’assemblea di Firenze – commenta al suo rientro il presidente del gruppo bellunese, Renato Franceschi – mirano a obiettivi ovviamente di lungo periodo. Di fronte alle difficoltà del momento molti imprenditori tendono emotivamente a portare l’attenzione su aspettative di breve o brevissimo termine, noi invece ci stiamo impegnando per costruire un sistema a misura della piccola impresa e dell’azienda familiare nella consapevolezza che questa dimensione di impresa resta il fulcro del sistema economico italiano. Siamo giovani capitani d’impresa e nelle nostre mani è affidato il futuro della piccola impresa”.
Nella foto da sinistra: Stefano Francescon; Matteo Somavilla, vice presidente Gruppo Giovani Imprenditori dell’UAPI di Belluno; Marco Colombo, presidente nazionale del Gruppo Giovani Imprenditori di Confartigianato;Vanni Pollet, vice presidente Gruppo Giovani Imprenditori dell’UAPI di Belluno; Renato Franceschi, presidente Gruppo Giovani Imprenditori dell’UAPI di Belluno

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