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lunedì, Settembre 21, 2020
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Bossi a Belluno «i sondaggi noi li facciamo dopo il voto». Con lui lo stato maggiore della Lega, Gobbo, Zaia, Gidoni, Vaccari, Mauro, Bottacin e i candidati Bellot e Toscani

Il vecchio leone lumbard, anche se sciancato, ruggisce ancora ed elettrizza tutta la foresta, con i suoi orsi grigi. Umberto Bossi sale sul palco del Teatro comunale di Belluno accompagnato dalla vicepresidente del Senato Rosi Mauro alle 22.40 ed è un’ovazione. Egli può dire ciò che vuole, oramai il capo, il leader della Lega, è un’icona di riferimento per il popolo della Padania. E per attizzare il suo carisma, il fondatore del Carroccio racconta di quella volta a Milano in un comizio quando una donna voleva assolutamente toccare il “messia”. Perché lui, Bossi, aveva salvato la sua famiglia, la casa, la stalla costruita con il sudore, che per effetto delle leggi sulle “quote latte” avrebbe perduto «e la sua famiglia sarebbe stata dispersa». Insomma, i comunisti perdono il pelo ma non il vizio, una volta mangiavano i bambini ora distruggono stalle e famiglie. A fare il pelo e il contropelo alla sinistra prima dell’arrivo di Bossi, avevano provveduto nell’ordine il presidente della provincia Gianpaolo Bottacin, l’onorevole Franco Gidoni, il segretario regionale Gian Paolo Gobbo. Il senatore Gianvittore Vaccari ha condotto la serata. E’ intervenuto anche l’onorevole Maurizio Paniz che ha tranquillizzato la platea sulla tenuta della coalizione Pdl-Lega. Ci sono stati gli interventi dei candidati Raffaela Bellot e Matteo Toscani. E del ministro Luca Zaia che ha detto «oggi siamo chiamati a scrivere questa pagina della Regione», assicurando che le tasse dei Veneti rimarranno in Veneto. Se il successo elettorale sarà pari a quello visto al Teatro Comunale venerdì sera. E se è vero che il Pdl viene dato dai sondaggi in calo, la Lega potrebbe ottenere anche tutti e due i seggi bellunesi ed eleggere nel consiglio regionale, con Zaia presidente, la Bellot e Toscani. Ma pare ci sia un accordo per il quale se ciò si determinasse, verrebbe chiesto un sacrificio di rappresentatività alla Lega che dovrebbe cedere un assessorato a un terzo bellunese. In questo caso la scelta cadrebbe su un uomo del Pdl e quindi Oscar De Bona oppure Dario Bond. Ma i pronostici, come ha detto Gobbo e Bossi, si fanno ad urne chiuse.

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