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venerdì, Novembre 27, 2020
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Le Dolomiti come non le abbiamo mai viste neanche noi, così come sono state presentate a Parigi per concorrere al riconoscimento di patrimonio dell’Umanità: con colonna sonora e immagini da brivido. Belle. Vertiginose.

Sergio Reolon
Sergio Reolon

Così si apre la campagna elettorale di Sergio Reolon, candidato del Pd, che domenica pomeriggio ha invitato sostenitori e simpatizzanti nella sala del ristorante “Alla Nogherazza”, a Castion. Una campagna elettorale “vera, dura, forte” quella che Sergio Reolon vuole: “A quello che si sente in giro, pare che Zaia abbia già vinto. C’è il rischio che, per forza d’inerzia, pur nell’insoddisfazione il voto vada ancora di là. Eppure, Zaia non è solo Ministro dell’agricoltura di questo Governo. E’ stato anche, per tre anni, vicepresidente della Regione e assessore regionale al turismo e all’agricoltura. Non c’è un solo atto, di quegli anni, significativo per la nostra provincia. Questa è la dimostrazione della assenza di una cultura del governo e del territorio”. Sergio Reolon ha poi dichiarato: “Quando vogliono attaccarmi, i miei avversari lo fanno dicendo che sarei litigioso e attaccabrighe. Non dico che non è vero. Ma dico anche che, se in questi anni abbiamo portato a casa il riconoscimento dell’Unesco, il Demanio idrico (riconosciuto dal I gennaio 2009), se abbiamo fatto entrare Belluno nel circuito delle grandi mostre, lo abbiamo fatto tirando fuori le unghie e i denti. Anche con litigiosità. Sono litigioso perchè dall’altra parte c’è una totale assenza. Perchè è intollerabile che la Regione non dedichi a Belluno nemmeno la stessa percentuale di soldi che i cittadini portano a Venezia con i loro contributi erariali. In montagna non si è uguali alle altre parti: fare una strada costa tre volte tanto. L’agricoltura non vive senza aiuti e così anche le altre attività. E la Regione di Galan e Zaia ci sta trattando da cittadini di serie B”. Numerosi i contributi portati alla sala (più di un centinaio di persone): dalla giovane Jessica Feltrin a Gigi Da Rif, presidente dei pescatori di Agordo, da Gloria Pianezze, sindaco di Alleghe, a Claudia Bettiol, avvocato, consigliere provinciale di minoranza, fino a Mario Luciani e a Carlo Piazza, presidente dell’Associazione provinciale Allevatori. A fianco di Sergio per il futuro della provincia – le parole degli intervenuti all’incontro di apertura della Campagna elettorale.

Ecco le parole di chi è intervenuto all’apertura della campagna elettorale di Sergio Reolon, candidato Pd, durante l’incontro di domenica pomeriggio al ristorante “Alla Nogherazza”, a Castion.
Jessica Feltrin, giovane del Pd: “Ci serve poter vedere un futuro. Soprattutto quando uno studia fuori da Belluno e vorrebbe tornare a casa propria. Il compito della politica, in questo momento, è quello di creare le condizioni perchè i giovani possano tornare, e non diventino il futuro di un altro paese”.  Nicola Casanova, delegato Rsu della Marcolin: “Vivo a Costalta, l’ultimo paese della provincia, lavoro nell’ultima occhialeria rimasta in Cadore. Nonostante il bilancio in attivo, l’azienda vuole trasferirci. Sono andato ai funerali di Safilo, di Fedon, di tutto quello che esisteva in Cadore e in Comelico. Noi, che abbiamo dato tanto a questo territorio, e le occhialerie, che hanno dato tanto alla regione, ci troviamo svuotati di tutto. Non credo riusciremo a resistere per molto. Chi ci governa non viene neanche a parlarci: ci risponde attraverso i giornali. Si parla di un futuro turistico, ma, nel frattempo, che facciamo? Partirsi da Costalta ogni mattina per andare a Longarone: chi sa che cosa vuol dire, questo”?  Gigi Da Rif, presidente dei pescatori di Agordo: “Era nel 1982 che andavo nei torrenti, non vedevo l’acqua, e mi chiedevo perchè. Poi, nel 1990, sul ponte Prugnach, ho portato Reolon a vedere cosa voleva dire. E lui ha iniziato una battaglia per l?acqua, a tutti i livelli. Non sono un grande pescatore, ma so una cosa: se il torrente è vivo, vivo meglio anch’io”. Gloria Pianezze, sindaco di Alleghe: “Quando un’asta va deserta perchè si applica il prezzario regionale, e noi non possiamo aggiustare le nostre malghe perchè le nostre imprese non possono competere, si capisce bene che cosa vuol dire la dignità. Viviamo in un territorio che è patrimonio dell’umanità, ma lo sappiamo solo noi: mentre le altre regioni si stanno muovendo. Non è accettabile che in Provincia siano passati nove mesi, senza che un segno sia stato dato, senza che qualcosa si muova. Noi abbiamo bisogno di essere ascoltati a un livello più alto”.

Claudia Bettiol
Claudia Bettiol

Claudia Bettiol, avvocato, consigliere provinciale di minoranza: “Vedo la Lega, che candida in Regione un suo assessore provinciale, e non sa neanche quanti abitanti ha Belluno e quante firme raccogliere. Vedo la totale assenza di progetti di questa amministrazione provinciale, e credo che questo dimostri bene che amministrare è difficile. ma se non votiamo diamo ragione a chi ha pervicacemente portato avanti l?idea che non è necessario rispettare le regole, che conta solo la furbizia. Dobbiamo andare in Regione battendo i pugni sul tavolo perchè da qui può cominciare la rinascita del centro-sinistra. Se non ci battiamo, torniamo al Medioevo”?.
Mario Luciani: “Fuori di qui, quando la gente pensa alle Dolomiti, pensa al Trentino. Invece le Dolomiti sono a Belluno: quella dell’Unesco era una possibilità di riscatto per la nostra provincia”?. Carlo Piazza, presidente dell’Associazione provinciale Allevatori: “Dobbiamo salvarci tutti insieme. La nostra è una provincia già difficile. Ogni giorno oltre mille quintali del nostro latte entrano nei caseifici per essere lavorati: così riusciamo a dare ai consumatori prodotti buoni a prezzi convenienti. Dove c’è zootecnia c’è vita. Ma abbiamo bisogno della consapevolezza del consumatore: comprando un pezzo del nostro formaggio contribuisce a tenere in vita il nostro territorio. Dobbiamo legare questo concetto al turismo, alla cultura”.

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