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lunedì, Settembre 28, 2020
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Zaia e i casunzièi al sugo bellunese delle Dolomiti. Il commento di Sergio Reolon, candidato alle regionali per il Pd

Sergio Reolon
Sergio Reolon

“Zaia si presenta ai bellunesi dicendo che la nostra specialità sarà riconosciuta.  Cos’è, ci ha preso per un piatto di casunzièi? Belluno, come una specialità della Regione Veneto, fa pensare a un qualche souvenir esotico da tenere sottochiave in vetrina, per mostrarlo all’occorrenza”. E’ l’ironico commento di Sergio Reolon, candidato del Pd alle regionali, alla tappa bellunese di venerdì del ministro Luca Zaia intervenuto per presentare i due candidatri della Lega Nord. “La questione di fondo è invece grave – prosegue Reolon –  e ci si gira intorno. Prima i leghisti parlavano di autonomia. Poi, di specificità. Adesso siamo alla “specialità”. La Lega parla di fatti, ma anche le parole hanno un significato, mi pare. E, se vogliamo stare ai fatti, il primo è che Luca Zaia è stato per tre anni vicepresidente della Regione Veneto e non più di un paio di settimane fa ha affermato che non darà l’autonomia alla Provincia di Belluno. Questo è un fatto. E questo conta: il resto sono chiacchiere. Ma questo significa anche non aver capito una cosa: che l’autonomia è di vitale importanza per questa provincia. Il che è grave, perchè vuol dire non riconoscere le necessità dei cittadini. Questa è una strada pericolosa, che ricalca quello che sta succedendo anche a livello nazionale. Lo abbiamo sotto gli occhi: sempre più spesso ai cittadini si chiede il rispetto delle regole, ma chi governa si cambia le regole pur di dribblare quelle esistenti. Il decreto salva-liste varato ieri dal governo ne è l’ennesima conferma. Ed è un atto vergognoso. Continuare ad avere fiducia nelle istituzioni è sempre più difficile, ma sono convinto di una cosa, soprattutto in questo momento: l’unico modo reale, concreto per protestare è con il voto”.

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