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sabato, Settembre 19, 2020
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L’Aipd per l’integrazione e contro la discriminazione

Dalla presidente dell’Aipd di Belluno Ines Mazzoleni Ferracini una dichiarazione sulla recente vicenda che ha coinvolto il social network Facebook. “Si  pensava, o ci si augurava, che fossero passati i tempi della discriminazione verso le persone con handicap, e le persone con sindrome di Down in particolare  (la sindrome di Down è la più diffusa fra le anomalie congenite di natura genetica). Invece alcuni recenti, spiacevoli episodi, di cui si sono occupate le cronache giornalistiche  regionali e nazionali hanno  rimesso in discussione il problema. E’ successo che al noto “reality”  “Grande Fratello” l’appellativo “mongoloide” venisse usato di routine come offesa tra i cosiddetti concorrenti, è successo, in una pizzeria di Treviso che un avventore si sdegnasse per la vivacità di un bimba con sindrome di Down, e già questi due episodi avevano stimolato la reazione delle Associazioni a tutela delle persone Down, si locali che nazionali, preoccupate che tali fenomeni  non fossero “spia” di malessere sociale che si riversa sulle  fasce deboli della società.
Poi si è aggiunto, in queste ultime settimane quel gruppo “Facebook” che invitava ad “eliminare  con tiro  a bersaglio” i bambini con sindrome di Down; il tutto sottoscritto  ad  un a  bella foto  di  un lattante con sindrome di Down. La  sostanza di questa iniziativa ricorda, senza mezzi termini) i principi  ispiratori dei campi di sterminio nazisti (attuati anche per i soggetti con handicap).
Per fortuna c’è stata una spontanea e diffusa reazione di disgusto  da parte di moltissimi cittadini oltrechè dalle associazioni che tutelano le persone con s. di Down e sono subito partiti gli esposti alla Polizia postale che hanno portato all’oscuramento del sito. L’Aipd Belluno, negli oltre vent’anni  di vita associativa   in provincia, non ha mai avuto segnalazioni di così palese discriminazione verso le persone con sindrome di Down, anzi, ha potuto constatare la prevalenza di atteggiamenti di solidarietà e sensibilità sociale nella popolazione  a contatto con le persone con sindrome di Down. Ovviamente ci sono state, e ci sono, difficoltà nella Scuola  come nel mondo socio-sanitario e, ancor più, nel lavoro, ma tali difficoltà si vanno attenuando negli anni, anche per la costante campagna di informazione e sensibilizzazione che l’AIPD conduce.
E, proprio dalle prime settimane di gennaio è stato raggiunto un bel traguardo con l’inserimento, attraverso una “normale” assunzione in un ambiente di lavoro, (un’azienda di Sedico) di un giovane ventitreenne con sindrome di Down. Questi svolge la funzione di magazziniere, a conclusione di  un progetto dell’Aipd nazionale, cui l’Aipd Belluno ha aderito, e che  ha visto una prima fase sperimentale  in cui  hanno collaborato un “tutor” formato dall’Aipd e un “tutor” aziendale, oltre all’apporto  degli Enti  pubblici preposti, come il Centro per l’Impiego ed il Servizio Inserimento Lavorativo(S.I.L.) della Ulss 2.

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