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mercoledì, Settembre 30, 2020
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Teatro Comunale: in scena FIRMAmenTO GALILEO, la nuova produzione di Daniela Nicosia

Prosegue al Teatro Comunale di Belluno la programmazione della 17ma edizione della Stagione di Teatro per l’Infanzia e la Gioventù Comincio dai 3 con l’ultimo appuntamento dedicato alle scuole: FIRMAmenTO GALILEO di Daniela Nicosia. Lo spettacolo fa parte dell’asse tematico pensiero scientifico e metodo sperimentale e sarà in scena al Teatro Comunale di Belluno martedì 23, mercoledì 24 e giovedì 25 per le scuole secondarie di secondo grado. L’ultimo lavoro di Daniela Nicosia, nato all’interno di un Progetto dedicato a Galileo Galilei realizzato dall’Università degli Studi di Padova-Dipartimento di Astronomia, intende rivelarci la persona, l’identità del grande scienziato attraverso un testo vibrante, che prende spunto da differenti scritti galileiani, e trasfonde l’emozione profonda dell’uomo laddove si palesa attraverso il suo pensiero più intimo. Una sorta di Galileo privato, che rivisita la vicenda umana del grande filosofo della natura, come lui stesso amava definirsi, attraverso la relazione con quattro donne della sua vita: la madre Giulia Ammannati, la figlia Suor Maria Celeste, l’amante Marina Gamba, e la governate che gli resterà accanto fino alla fine. Se la prima con i suoi eccessi di follia, ha pesantemente segnato l’infanzia del giovane Galileo e, in seguito, tutta la sua esistenza, nel rapporto con le altre possiamo scorgere gli aspetti più umani dello scienziato, le sue debolezze, la passione amorosa mai paga, il bisogno d’amore, la necessità di un interlocutore femminile acuto, quale solo la figlia seppe essere. Virginia, all’’rdine Suor Maria Celeste, morirà in giovane età, dopo il processo – da parte dell’Inquisizione – subito dal padre, che le sopravviverà fino all’’età di 78 anni. Nello spettacolo, grazie ad un andamento diacronico, delle differenti sequenze sceniche, incontreremo Galileo nel corso della sua lunga vita, dal periodo padovano  i suoi anni migliori, trascorsi quale professore nella famosa Università il Bo – a quello fiorentino, nella quiete di Bellosguardo e presso la corte Medicea, quale filosofo personale del Serenissimo Granduca di Toscana; dalle prime osservazioni al cannocchiale, fino agli ultimi suoi giorni al Gioiello, vicino al monastero di Arcetri, dove la figlia viveva in clausura. Un inarrestabile flusso di ricordi caratterizza il testo, componendo dettagli, «quelle piccole cose di cui è fatta la vita», anche quella di un uomo speciale quale Galileo. Visioni, suggerite dalla lucidità della mente, seppur nel buio della cecità che accompagna la sua vecchiaia. Il rapporto con il mondo femminile e con i suoi interlocutori scientifici, quello con il potere attestato da parole atte a nascondere e a rivelare allo stesso tempo, compongono, il profilo complesso e a tratti sorprendente di colui che seppe scardinare alle radici il sapere fino ad allora consolidato. Una ricerca, quella di Galileo, che, attraverso un nuovo metodo di indagine, svela, smaschera presupposti, traccia nuove traiettorie per l’umanità, coinvolgendo ambiti diversi quali la scienza, la filosofia, la teologia. Dietro c’è l’uomo, con i suoi dubbi, le sue paure, le sue meschinità. Galileo nello spettacolo si racconta attraverso un refolo di parole che consuma pensiero e si traduce in linee, forme proiettate sul grande fondale bianco e comporre il firmamento Galileo.
In scena, insieme al protagonista, una sola attrice incarna le quattro donne e si pone, attraverso le differenti figure, quale alter ego, enigmatico, a tratti ironico, dolce e appassionato, del genio sanguigno e vitale. Una forma di teatro civile che, a partire dall’esperienza di Galileo, in un essenziale, rigoroso, suggestivo contesto scenico, pone interrogativi, suscita riflessioni sull’ancora aperto, complesso dibattito circa i rapporti tra scienza e società, senza rinunciare alla commozione, alle emozioni del gesto, della musica, della parola.  Nel mio Galileo, ho scelto di raccontare l’uomo. Di rileggerne la vita solo accennando alla vicenda scientifica o meglio politica che lo condusse al processo, alla condanna e all’abiura. Brecht, di cui conservo nel testo una breve citazione, ne ha scritto come meglio non si può. Eppure, nel caso di Galilei, scienza e vita si intersecano e si mescolano in quella sua fede nell’uomo, creatura in cui egli rintraccia Dio, un Dio presente nella materia e la cui esistenza è resa palese dall’intelligenza e dal pensiero di cui ci ha fatto dono. Mi ha commosso la sua umana vulnerabilità, il suo voler mettere ogni cosa a posto, seppur goffamente, nel suo privato, il suo disinvolto rapporto col denaro, la sua generosità istintiva, il piacere del dubbio, il piacere di porsi sempre nuove domande, di non accontentarsi, il piacere per il sapere. Mi ha commosso la sua fiducia bambina negli altri, la sua caparbietà, l’ostinazione nel perseguire le sue idee, la rinuncia apparente a se stesso, che è perdita e vittoria insieme. Galileo, ha vinto e ha perseguito sempre il suo scopo che poi era anche il suo piacere. Il sensuale piacere del pensiero, cosi vivo in lui, come il piacere dei sensi. Egli sembra dirci «non c’è scissione tra spirito e materia» e, in ciò, è ancora profondamente rivoluzionario. Ma più di ogni cosa mi ha commosso il suo assoluto, devastante amore per la vita.  Questa commozione ho voluto raccontare. Daniela Nicosia
Lo spettacolo è prodotto da Tib Teatro in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova-Dipartimento di Astronomia e la Fondazione Teatri delle Dolomiti; testo, regia e scene di Daniela Nicosia; con Solimano Pontarollo e Piera Ardessi; consulenza musicale Paolo Da Col; luci e suono Paolo Pellicciari; costruzione oggetti di scena Luigi Bortot; scenotecnico Luigino Marchetti; realizzazione costumi Atelier Raptus & Rose.
Comincio dai 3 è organizzata da Tib Teatro, per la direzione artistica di Daniela Nicosia, con Comune di Belluno, Fondazione Teatri delle Dolomiti, Provincia di Belluno, Regione del Veneto, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Miur-Ufficio Scolastico Provinciale di Belluno, Agiscuola e AICS-Comitato Provinciale di Belluno.
INFO 0437-950555. www.tibteatro.it

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