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mercoledì, Settembre 23, 2020
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Oscar De Bona: cordoglio per i concittadini periti nell’incidente ferroviario in Belgio

«Ancora vittime dell’ emigrazione. Ho appreso con dolore, ieri in tarda serata, la conferma della ferale notizia della morte dei nostri concittadini avvenuta nel disastro ferroviario di Hal in Belgio. Dapprincipio, pur impressionato dalla portata del disastro, speravo che non ci fossero italiani coinvolti. Così mi sono messo in contatto con il nostro ufficio della Regione a Bruxelles, il quale a sua volta si è messo in comunicazione con l’ambasciata italiana. Ho avuto la certezza che la tragedia aveva colpito anche il Veneto dai nominativi fornitimi. Ho provato una stretta al cuore quando ho capito che dei tre italiani periti nello scontro, due avevano cognomi marcatamente veneti, anzi bellunesi: Maurizio Munaro e Claudia Candeago». L’assessore regionale ai Flussi migratori, Oscar De Bona, manifesta il suo profondo cordoglio alle famiglie delle vittime e alle comunità dei bellunesi in Belgio. Per la morte di Claudia Candeago, i cui genitori erano originari di Castion, De Bona esprime un  pensiero particolare: «Provo un pena infinita se penso che questa donna dinamica, che svolgeva attività di interprete per il servizio stampa del Parlamento europeo, lascia due figli in giovane età». «Il mio ricordo personale – continua De Bona – è rivolto a Maurizio Munaro, di cui conoscevo il suo impegno a favore della comunità dei bellunesi in Belgio. Era  un brillante organizzatore di iniziative finanziate dalla nostra Regione attraverso l’associazione dei Bellunesi nel mondo e indirizzate soprattutto ai giovani connazionali, grazie anche al suo ruolo di dirigente nella Commissione europea. Egli infatti, nonostante fosse nato e cresciuto in Belgio da una modesta famiglia di San Martino di Chies d’Alpago, non aveva mai abbandonato la cittadinanza italiana e tanto meno la sua “bellunesità” di cui andava fiero e che metteva a frutto nella Famiglia dell’Abm in Belgio».  L’assessore De Bona sottolinea che Candeago e Munaro erano il vero esempio dell’emigrante bellunese e veneto; l’emigrante non più con la valigia di cartone perché si è fatto strada grazie allo studio, all’impegno e all’esempio di laboriosità e di onestà trasmessi dai propri genitori. Emigranti anche loro. I quali purtroppo avevano dovuto lottare con mille problemi: di lingua e di usi diversi, ma anche di  emarginazione e di ostilità.

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